Alberto Moravia, la noia dell’indifferenza italiana

Alberto Moravia

Moravia off. Così il regista Luca Lancise ha voluto intitolare il suo documentario dedicato allo scrittore romano Alberto Moravia (nella foto a lato), inspiegabilmente dimenticato in Italia, mentre all’estero è uno dei pochi autori italiani a essere ancora tradotti, ripubblicati e amati, sia nell’Ovest sia nell’Est del mondo.

 

Per sottolineare la popolarità di Alberto Moravia all’estero, in contrapposizione con l’anomalo comportamento italiano, nel documentario di Lancise la ricostruzione della vita, della poetica e del pensiero dell’autore si snoda attraverso i materiali delle Teche Rai, i repertori cinematografici di registi come i fratelli Taviani o Bernardo Bertolucci, passando per il pittore Mario Schifano, che si annodano alle immagini autoprodotte dagli amanti e studiosi della produzione letteraria di Moravia di oggi, provenienti dall’Egitto, la Polonia, la Germania, la Francia, la Cina e la Corea del Sud.

Grande la fortuna personale e letteraria di Moravia in vita, quanto misconosciuto nel panorama culturale del presente. Eppure lo scrittore romano – nella vita Alberto Pincherle (1907-1990) – con i suoi libri ha affrontato e indagato temi quanto mai attuali. Dal suo esordio precoce con Gli Indifferenti – prima stesura all’età di 17 anni  –  e via, man a mano, con i suoi numerosi romanzi, dalle tante trasposizioni cinematografiche, lo scrittore non si è mai distaccato dai temi dell’esistenzialismo contemporaneo: gli indifferenti per l’appunto, cui aggiungiamo, come suggerisce Lancise “il rischio della ‘Noia’ (libro del 1960, ndr)  come volontà di possesso frustrata, del rischio nichilista di sfogare o esprimere la propria sensibilità d’animo senza andare ‘incontro all’altro’, a ciò che è fuori da noi stessi”.

Pasolin Moravia Callas in Africa

Da sinistra, Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia e la soprano Maria Callas

Ma oltre a saper leggere e interpretare la realtà, da autentico e sincero intellettuale a tutto tondo, Alberto Moravia ha saputo vedere oltre, anticipare i fatti.  Sarà perché i nostri ultimi anni sono contrassegnati da un sempre più intenso déjà vu storico, che rimanda a epoche che Moravia ha vissuto in prima persona, ma quando Lancise ricorda la capacità dello scrittore di trattare il tema “dell’identità personale, singola, incrociato a quello del nazionalismo identitario e dei confini”, ci sentiamo tutta la forza dei problemi di oggi.  Come dimenticare, poi, il Moravia viaggiatore, grande conoscitore dell’Africa e autore con Andrea Andermann (presente nell’opera) del documentario Alcune Afriche del 1975,  il suo interesse per la natura, la sua preoccupazione per il pericolo del nucleare.

Non a caso Luca Lancise, come sottolinea, più che fare un documentario su Moravia ha voluto realizzare un’opera ‘con Moravia’: un modo o per dirla con le parole del regista “perlomeno un tentativo” di “riattivare un’opera culturale”, ovvero “la sua fecondità, ciò che può generare”.

L’attualità – e quindi l’utilità di Moravia – nel documentario Moravia off è messa in risalto anche nel dialogo continuo fra il passato recente dell’autore e il presente: concettualmente attraverso gli interventi dei lettori di oggi, già citati, che offrono uno sguardo nuovo alla poetica dell’autore, sia nella realizzazione estetica dell’opera, dove i filmanti di ieri e le riprese classiche si alternato, alle immagini autoprodotte con lo smatphone o il tablet, la webcam e il laptop.
Una scelta narrativa, oltre che formale, di Luca Leciso curioso di vedere “cosa succede quando si usa e si filma con lo smartphone per raccontare e documentare non se stesso come fa la metà del Pianeta, ma il “fuori”: la “banalità del quotidiano” vista “attraverso il filtro e l’ispirazione della poetica di un grande autore”.

Realizzato in collaborazione col pittore Athos de Blasio, il documentario di Luca Lancise  è stato prodotto da Stemal Entertainment, Istituto Luce Cinecittà e Lanciluc
Alla proiezione di Moravia off  del 22 ottobre 2017 –  presso la  presso la Casa del Cinema  della capitale a ingresso gratuito  –   è affidato il compito di  preapertura della Festa del Cinema di Roma (26 ottobre – 6 novembre 2017).

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