A Roma, l’arte buddista giapponese

Buddha

Continuano le celebrazioni per i 150 anni dal primo Trattato di Amicizia e Commercio tra l’Italia e il Giappone siglato il 25 agosto 1866, che diete il via ai rapporti diplomatici tra le due nazioni. E tra le tante, la mostra in allestimento presso le Scuderie del Quirinale, che sarà aperta al pubblico dal 29 luglio 2016, non è esagerato definirla eccezionale.

Per la prima volta in Italia saranno esposte 21 opere di scultura lignea (complessivamente 35 pezzi), capolavori dell’arte buddista giapponese, tradizionalmente immagini di culto, poco visibili anche in Giappone, come leggiamo sul sito del museo, perché abitualmente custoditi in luoghi poco luminosi come i templi e santuari o perché protette nelle collezioni dei maggiori musei nazionali.

Un’esposizione particolarmente importante, per conoscere meglio una realtà museale quasi unica nel panorama internazionale, che percorre un arco temporale che va dal periodo di Asuka (VII-VIII) a quello di Kamakura (1185-1333).

 

La storia del Buddhismo giapponese e la storia stessa del Paese

Una delle ventuno opere summe (per un totale di 35 pezzi), che spaziano dal periodo Asuka (VII-VIII secolo) a quello di Kamakura (1185-1333), racconteranno per la prima volta in Italia lo splendore della scultura buddista giapponese in una grande mostra allestita dal 29 luglio al 4 settembre alle Scuderie del Quirinale. ANSA/UFFICIO STAMPA ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING

La scultura lignea giapponese è stata, nella maggioranza delle sue espressioni, fortemente associata alla religione buddista e il buddismo giapponese, nella stessa storia della religione, acquista una rilevante importanza, perché rappresenta l’evoluzione dell’antico buddismo cinese.

Ma, soprattutto, perché l’introduzione della scrittura e della cultura cinese, attraverso la Corea, che appartengono alle origini della storia propriamente detta del Giappone dal VI secolo in poi, sono stati trasmessi anche dai rapporti religiosi con i monaci buddhisti a lungo i maggiori tramiti e interpreti della cultura del continente in Giappone.  Per tale motivo la storia del Buddhismo giapponese è inscindibile dalla storia stessa del Paese e ha influito profondamente sulla sua cultura, soprattutto nell’arco dei secoli VII e VIII, durante i quali i Giapponesi hanno iniziato a imitare e infine ad assimilare quegli elementi della cultura continentale, che meglio esprimevano le loro preferenze estetiche. E a questo periodo storico appartengono le prime espressioni complesse dell’arte nipponica, strettamente legate al Buddhismo.

 

Mostre: dal Sol Levante meraviglie scultura buddistaLa massima fioritura artistica

Nel IX secolo i giapponesi iniziarono ad affrancarsi dall’influenza culturale cinese per assumere una propria identità artistica, la quale fino alla fine del secolo XV, ha conosciuto una fiorente produzione sia di carattere religioso sia laico.
Nel tardo periodo Heian (794 – 1185) corrispondente all’epoca imperiale di Kyoto, si scelse il legno come materiale privilegiato per le sculture, che esaltavano il concetto della grazia; con il periodo di Kamakura (1185-1333) che vide l’ascesa del potere militare, l’arte rivolse il suo interesse verso il realismo e il vigore fisico espresso in modo essenziale come ben si addiceva agli ideali dei samurai e ai concetti del diffuso buddhismo zen; questo è il periodo, dove la scultura nipponica raggiunge il suo massimo splendore.

Le opere esposte alla mostrabanner-SdQ-scultura_giappon

Tutte le opere esposte alle Scuderie del Quirinale esprimono la ricerca spirituale, una delle caratteristiche principali dell’estetica giapponese. Appartengono a diverse scuole buddhiste e ne riflettono i rispettivi insegnamenti,  la funzione rituale alle quali erano destinate e  lo stile del tempio che le ospita. Le fattezze, continuiamo a leggere sul sito,  “richiamano caratteristiche ed emozione diverse: la calma e semplicità estreme, il sorriso che affiora sul volto enigmatico del Buddha assiso in meditazione, la ricchezza di vesti, acconciature, gioielli e l’eleganza  – ancora legata alla moda di principi indiani – dei bodhisattava (discepoli, in sanscrito, gli esseri viventi -sattva – che aspirano all’illuminazione -bodhi-  ndr) che lo assistono, il realismo e la videzza espressiva di figure di maestri e patriarchi”.

La mostra intitolata “Capolavori della scultura buddista giapponese”, curata da Takeo Oku, è stata organizzata dal Bunkacho (Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone) con la collaborazione dell’Azienda Speciale Palaexpo e il supporto di MondoMostre.

Dal 29 luglio al 4 settembre 2016, a Roma, presso le Scuderie del Quirinale.

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