Bambini, docenti e robots. Una relazione in divenire

L’istinto di muoversi nell’ambiente, passando da una scoperta all’altra, fa parte della natura stessa e dell’educazione: l’educazione deve considerare il bambino che cammina come un esploratore. Il principio di scouting che costituisce una distrazione e un riposo dallo studio, dovrebbe far parte dell’educazione stessa e incominciare più presto  nel corso della vita (Maria Montessori)

La rivoluzione digitale in campo educativo potrebbe indicare la via della pedagogia differenziata e inclusiva in cui i bisogni degli allievi sono analizzati ed elaborati dai docenti, con il supporto della nuova tecnologia.

Sir Anthony Seldon, vice rettore dell’Università di Buckingham e docente di storia contemporanea, autore di biografie di leader politic, ha dedicato la sua ultima fatica alla rivoluzione digitale in campo educativo: The fourth revolution non tradotta in italiano.

Il nostro afferma che macchine intelligenti che si adattano alle esigenze degli stili di apprendimento degli studenti potranno rendere l’insegnamento tradizionale superfluo. Attualmente presso la Silicon Valley si stanno sviluppando programmi in grado di  leggere ed interpretare le espressioni facciali degli allievi, adattando il metodo di comunicazione così da renderlo più efficace secondo le loro necessità di apprendimento.

Gli insegnanti saranno così una sorta di supervisori in grado di monitorare i progressi dei discenti; inoltre Sir Anthony evidenzia come l’automazione dell’insegnamento ridurrà al 30% la partecipazione in classe.
Non delinea le macchine come mostri sostitutivi, bensì come fonti di ispirazione per la didattica.

L’insegnamento “robotizzato” è un elemento di grande interesse per la ricerca. Ricordiamo l’umanoide NAO, progettato dall’azienda francese Aldebaran Robotics che viene utilizzata come risorsa di di insegnamento dal 2013 nelle scuole per i bambini con autismo con l’obiettivo di rafforzare l’interazione sociale e la comunicazione verbale mediante giochi interattivi.

Il programma europeo Horizon 2020 ha finanziato il progetto L2TOR, un tutor-robot per i bambini in età prescolare per l’insegnamento della seconda lingua. A casa i robot sociali come AvatarMind’s Pal giocano con i bambini alla stregua di un compagno.

Due ricerche recenti di Kimberly Brink (a destra nella foto), dottoranda in psicologia dello sviluppo e co-coordinatrice del Living Lab Program presso l’University of Michigan , insieme ai suoi colleghi vertono proprio sul rapporto tra bambini e robot sociali.

Quale rapporto lega il mondo dell’infanzia alle “macchine” che li circondano, in particolare agli umanoidi. Che le macchine e i robot assistano persone in luoghi come la scuola, ospedali e le case, non è più argomento di fantascienza. La ricerca si chiede se cosiddetto fenomeno uncanny valley (valle, zona perturbante) quel senso di disagio che provano gli adulti nei confronti degli umanoidi riguardi anche i bambini.

Nel primo studio Creepiness Creeps In: Uncanny Valley Feelings Are Acquired in Childhood, condotto su 240 bambini è risultato che il senso di disagio inizia ad emergere dopo i 9 anni (importante per chi progetta strumenti ludici ed educativi), mentre il secondo, non ancora pubblicato, evidenzia la reazione dei bambini di tre anni rispetto alla visione di video in cui i robot sociali prima indicano e nominano oggetti a loro conosciuti e successivamente oggetti nuovi. La fiducia verso la veridicità delle nuove denominazione sembra dipendere dalla capacità di agire, di pensare, di prendere decisione che viene percepita dai piccoli spettatori.

In Finlandia stanno sperimentando robot, alti un palmo di mano per il supporto nell’insegnamento delle lingue e della matematica. A Singapore già da vari anni stanno utilizzano i piccoli umanoidi nelle scuole di infanzia.

I mini umanoidi potrebbero rappresentare uno strumento di facilitazione didattica e di auto consapevolezza nel bambino e nell’adolescente. Il docente, quanto mai essenziale nel suo ruolo di formatore e facilitatore di conoscenze potrà usufruire di dispositivi intelligenti cui avvalersi.

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