Scelta universitaria. Le facoltà umanistiche

Le lauree di stampo umanistico sono davvero le meno gettonate nel mondo 4.0? Sembrerebbe di sì se si procedesse solo ad una spuria comparazione numerica: senza dubbio le cifre degli iscritti a percorsi universitari quali medicina, ingegneria, economia risulta più consistente. Ma i dati, si sa, vanno letti ed interpretati. La matematica non è un opinione, tuttavia è falsa opinione credere che i nostri studenti e studentesse non siano in grado di stupirci.

In un tempo in cui l’attenzione al sapere in quanto tale perderebbe la sua ragion d’essere – e la sfera teoretica nuda e cruda, di per sé impossibile,  sparirebbe via via cancellata da una cultura sempre più tecnocratica –  esistono ancora spiriti affini al pensiero umanistico. Fermo restando che discipline scientifiche e umanistiche sono due facce di una medesima medaglia: la conoscenza.

I futuri addetti al sapere, non sono magari un numero ingente, eppure ci sono. Lo abbiamo visto durante la prima giornata di Orientasud, il salone napoletano dedicato all’orientamento e che ha festeggiato, la scorsa settimana, il 20° anno di età.

Ebbene, nonostante l’allerta meteo e la chiusura preventiva delle scuole, i nostri giovani campani non hanno disertato l’appuntamento; non hanno rinunciato all’opportunità di orientarsi. Volgere la bussola verso il domani.
Giunti in prossimità dell’esame di maturità hanno dimostrato, appunto, una spendibile maturità nello scegliere  di frequentare lo spazio che, all’interno della manifestazione, li interessava maggiormente. Così hanno riempito la sala dedicata alla presentazione dei dipartimenti di scienze umanistiche. Parimenti stracolma l’aula che ospitava l’ambito disciplinare di scienze della comunicazione, di scienze della formazione, di sociologia.  Figli dell’alternanza, vissuta talvolta come lavori forzati, il popolo dei discenti dimostra di saper trasformare esperienze apparentemente malsane in qualcosa proficuo.

Coraggiosi, garbati, ordinati apparentemente fuori tempo, comunque non hanno avuto paura di sfidare il tempo per provare a capire quale strada perseguire. Animati da uno spirito analitico e ancor più da un fare critico hanno ascoltato quanto veniva presentato da docenti ed esperti: un bagaglio ricco e variegato di informazioni, dati ed esperienze che ha trasformato momentaneamente il presente in auspicabile futuro. Niente favole, solo un invito a non chiudere il cassetto dei propri sogni.

Perché, infondo, comprendere  quale cammino di conoscenza intraprendere significa  capire quale sarà la prospettiva con cui si guarderà il mondo. Un mondo che va osservato e cambiato.

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