I soldi danno la felicità? La risposta ai bambini

I bambini sanno bene cos’è e cosa rappresenta il denaro e se la maggioranza è consapevole che il denaro “è importante”, solo una minore percentuale pensa che il “i soldi danno la felicità”.

È quanto emerge dalla ricerca I soldi fanno la felicità? I bambini e gli usi sociale del denaro.
La ricerca, che rientra nel progetto scientifico La Torta dell’Economia, si è valsa di un ampio campione di 30 classi di bambini italiani dagli 8 ai 10 anni. Il progetto, sotto la direzione scientifica di Emanuela Rinaldi – sociologa dell’Università di Udine, nella foto a lato – rappresenta il primo protocollo italiano di educazione finanziaria che si sviluppa sui seguenti cardini e principi: il risparmio, il dono, la progettualità e la solidarietà.

La ricerca I soldi fanno la felicità? quindi, si concentrata sull’atteggiamento che i bambini hanno nei confronti del successo economico, le abitudini di scambio di denaro in famiglia, il loro interesse verso l’economia.

I risultati dello studio mostrano che i bambini, rispetto al denaro, alla sua utilità e al suo utilizzo hanno un atteggiamento adulto: maturo, pragmatico e, azzardiamo, saggio.

Il soldi non danno la felicità, ma il lavoro sì

L’80% del campione alla domanda “per diventare una persona rispettata dalla società, bisogna guadagnare molti soldi?” risponde che è una considerazione “completamente o abbastanza falsa” e, infatti, il 38% chiede denaro agli adulti soltanto quando ne ha “bisogno”: l’uso della paghetta settimanale non è molto estesa. Addirittura la principale preoccupazione del 43% dei bambini è quella “di non far fare ai genitori spese inutili”, mostrando, secondo lo studio “una buona propensione al risparmio”.

Ancora più interessante è la risposta a ciò che la ricerca definisce mobilità sociale ascendente e discendente: alla domanda “come si diventa ricchi?” l’85% dei bambini ha ribattuto “lavorando molto” seguito dal 68% per il quale si deve “risparmiare molto”. Più mondane le risposte del 55% che sostiene che si diventa ricchi “sposando una persona ricca” e del 54% per i quali si raggiunge il traguardo “ricevendo un’eredità”.   Meno importanza, per l’ascesa sociale, conferiscono allo studio: soltanto il 46% degli intervistati considera lo “studiare molto” una strada che porta alla ricchezza, segue una percentuale di poco inferiore “vincere alla lotteria”.

Per contrappasso riguardo alla discesa sociale il 73% dei bambini indica come cause principali il “lavorare poco, risparmiare poco e sprecare i soldi” oltre alle cause esterne come la perdita del lavoro – il 77% dei maschi e il 68% delle femmine – e, infine, un furto nella propria casa per il 51%.

Spicca prepotentemente l’importanza che questi giovanissimi intervistati conferiscono al lavoro che Emanuela Rinaldi spiega così: “La ricerca evidenzia in linea generale che i bambini In Italia oggi vivono in un ambiente sociale caratterizzato da un lato dall’ incertezza economica e crisi occupazionale e dall’altro da una forte pressione al consumo derivante dai richiami mediatici ”.

“Allo stesso tempo – continua a spiegare la responsabile scientifica – l’indagine mostra valori come l’amicizia, l’affetto e la fiducia stiano crescendo d’importanza nelle nuove generazioni. Ecco perché abbiamo dedicato il progetto di educazione finanziaria non solo al risparmio per sé ma anche all’utilizzo del denaro per gli altri, sotto forma di dono o solidarietà”.

Maschi e femmine: approccio differente fin da piccoli

Altro dato interessante affiorato dall’indagine è la differenza dell’approccio al denaro tra maschi e femmine già riscontrabile nei bambini tra gli 8 -10 anni.  Complessivamente, comunque tutti si sono mostrati interessati all’argomento.

Il progetto ha raggiunto alcuni degli obiettivi prefissati: nello specifico, come precisa la professoressa Rinaldi “promuovere la conoscenza e l’interesse verso lo studio dell’economia e della finanza e favorire un orientamento pro-sociale sensibile ai bisogni e ai desideri dei membri del gruppo di riferimento e alla collettività allargata”.

La valutazione contro-fattuale, per misurare l’impatto del progetto nel suo primo anno di sperimentazione (riferito all’anno scolastico 2016-2017) è stata condotta dall’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Sia il Progetto La Torta dell’Economia e sia ricerca I soldi danno la felicità? sono stati realizzati con la collaborazione di un team interdisciplinare di esperti dell’associazione Fareconomia, dell’Università degli Studi di Udine e della Cooperativa Sociale Pandora Onlus, e sono stati promossi da Orizzonti Tv, la prima web tv dedicata all’educazione finanziaria con il sostegno di Federlus (Federazione BCC Lazio Umbria, Sardegna) e del mondo della cooperazione con il contributo di Fondosviluppo.

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Una risposta

  1. abcfinance.it ha detto:

    Terrò nota di questo articolo

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