21 novembre. La forestazione urbana contro siccità, ondate di calore, venti estremi, inondazioni e frane

Il 21 novembre è la Giornata nazionale dell’Albero, istituita nel 2013, con l’approvazione della legge 10/2013 Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani.

Una buona notizia ci viene dall’iniziativa Mosaico Verde, che dopo un anno e mezzo di attività – come ha riferito nel corso della manifestazione Ecomondo 2019 – è riuscita a mettere a dimora 284mila nuovi alberi per riqualificare circa 170 ettari di aree urbane, parchi nazionali e regionali. È prossima, quindi, al raggiungimento del primo obiettivo che si è prefissa: piantare 300mila alberi e tutelare 30mila ettari di boschi nei prossimi anni in tutto il territorio nazionale.

Mosaico Verde, creata da AzzeroCO2, nasce con l’intento di “realizzare progetti di forestazione per mitigare l’impatto ambientale delle attività umane e valorizzare aree in stato di degrado”. Lavora in sinergia con privati ed enti locali e grandi e piccole aziende, ma anche un singolo cittadino può acquistare un albero da piantare nelle zone selezionate dall’iniziativa o proporre un’area da salvare e sul sito dell’iniziativa (Mosaicoverde.it), trova tutte le informazioni al riguardo.

A Milano, invece, il Comune  ha appena presentato il piano piantumazione 2019/20 per la città e gli obiettivi nell’ambito del progetto ForestaMi che si prefigge di portare  a 2 milioni di nuovi alberi entro le Olimpiadi invernali del 2026 e a 3 milioni entro il 2030, corrispondente a un albero per ogni abitante di Milano: lo scopo, oltre a quello di migliorare la qualità dell’aria è di aumentare la resilienza del territorio agli stress ambientali causati dal riscaldamento climatico.   Progetto di forestazione urbana, ForestaMi è stato sviluppato dal Politecnico di Milano con il coordinamento di Stefano Boeri architetto famoso per aver progetto il Bosco verticale. Secondo Boeri la realizzazione di ForestaMi ridurrà “di 4/5 la CO2 prodotta e abbasserà dai 2 ai 3 gradi la temperatura estiva” della città.

E si parlerà anche di questo, il 21 al 22 novembre, presso la Triennale di Milano nel Forum Mondiale sulla Forestazione Urbana – Milano Calling 2019,  dove si svolgerà, tra l’altro, lo speciale Forest Open Night, dalle h. 19,00 del 22 novembre, a entrata libera, durante il quale si dibatterà di filosofia, scienza, arte, architettura e musica a proposito del tema della forestazione urbana e cambiamenti climatici.

La forestazione urbana è il progetto che rientra nelle agende delle grandi città della Terra per “invertire il cambiamento climatico nel mondo”  ha spiegato  Stefano Boeri, presidente della Triennale  rifacendosi al  progetto Great Green Wall of Cities – nel quale rientra ForestaMi – la Grande Muraglia Verde, sistema forestale e agricolo pensato per proteggere le città da siccità, ondate di calore, venti estremi, inondazioni e frane.

La Grande Muraglia Verde – progettato dall’Unione Africana,  al quale partecipa Stefano Boeri, in collaborazione con la Fao, alla Royal Botanic Gardens Kew, Arbor Day Foundation, C40, Un-habitat, Cities 4Forests, Sisef (Società Italiana si Silvicoltura ed Ecologia Forestale) e Urban Forest Research Center in Cina – è stato presentato all’ultimo vertice Onu sul clima dello scorso settembre.  Si propone di realizzare nei pressi di 90 città, dall’Africa all’Asia Centrale, 500mila ettari di nuove foreste urbane e 300mila di foreste naturali, già all’opera nell’area di 15 chilometri e lunga 8mila metri che si estende dal Senegal all’Etiopia, per bloccare la desertificazione e creare nella parte sub sahariana condizioni vivibili per l’uomo e le attività agricole.

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