Immigrazione: scenario reale

La presentazione del Dossier Statistico Immigrazione 2018 del Centro Studi e Ricerche IDOS, avviene in un clima ostile nei confronti degli immigrati. Poco prima, la notte tra il 18 e 19 ottobre 2018  è stata trovata morta la sedicenne Desirée Mariottini che si era allontanata da casa dicendo che sarebbe andata a dormire da un’amica. Le circostanze della sua morte sono ancora da chiarire: la Procura di Roma sta indagando per omicidio e per stupro. Il 25 ottobre vengono fermati tre uomini di origine senegalese. Il fatto ha un’enorme risonanza mediatica.

 

L’immigrazione è un tema scottante: viene spesso strumentalizzato e politicizzato. L’ultima relazione della Commissione parlamentare Jo Cox sulla xenofobia e il razzismo evidenzia che l’Italia è il paese del mondo con il più alto tasso di disinformazione sull’immigrazione. Gli italiani risultano essere i cittadini europei con la percezione più lontana dalla realtà rispetto al numero di stranieri che vivono nel loro Paese. Credono che ve ne siano più del doppio di quelli effettivamente presenti.

Ma gli immigrati in Italia sono davvero così tanti?

Come si presenta la situazione rispetto agli altri paesi europei? Secondo i dati Eurostat al 1 gennaio 2017, nei 28 stati dell’Ue i cittadini stranieri sono 38,6 milioni e incidono per il 7,5% sulla popolazione complessiva. L’Italia non è né il paese con numero più alto di immigrati né quello che ospita più rifugiati o richiedenti asilo. Con circa 5.144.000 residenti stranieri (ISTAT – fine 2017), si colloca dopo la Germania, che ne conta 9,2 milioni, e il Regno Unito con 6,1 milioni, mentre supera di poco la Francia (4,6 milioni) e la Spagna (4,4). Anche l’incidenza sulla popolazione complessiva, pari all’8,5% (ISTAT) risulta più bassa di quella di Germania (11,25), Regno Unito (9,2%) e diversi altri paesi più piccoli dell’Ue, dove i valori superano il 10% (esempi: Austria 15,2%, Belgio 11,9%).

Il numero degli stranieri in Italia è pressoché stabile intorno ai 5 milioni dal 2013, quindi l’Italia non è affatto il paese “invaso” dagli stranieri, contrariamente a quello che ci fanno credere i mass media. L’ incidenza degli stranieri aumenta di pochissimi decimali all’anno, soprattutto a causa della diminuzione della popolazione italiana, sempre più anziana, meno feconda e in parte all’estero.

Chi è un immigrato in Italia? Prevalgono leggermente le donne (52%) e provengono da quasi 200 diversi paesi del mondo. Per la metà sono cittadini di un paese europeo (30% sono comunitari), mentre un quinto viene dall’Africa e una quota poco inferiore dall’Asia. Gli americani sono circa 370mila (7,2%), per lo più cittadini latino-americani (6,9%).
La collettività più numerosa sono i romeni, seguiti da albanesi, marocchini, cinesi, ucraini. Queste prime 5 nazioni coprono la metà dell’intera popolazione straniera.

Se parliamo di immigrazione, c’è un altro fatto che non possiamo sottovalutare. Negli ultimi anni è in crescita il numero di persone che lasciano l’Italia per trasferirsi all’estero, non solo italiane (115.000 solo nel 2017, secondo l’Istat), ma anche straniere e italiane di origine straniera (ovvero diventate italiane per acquisizione della cittadinanza). Mentre i cittadini italiani di origine asiatica si trasferiscono spesso in un altro paese Ue, i nativi dell’America Latina tendono a tornare nel proprio paese d’origine.

Lavoro: stranieri vs italiani

Un altro detto comune è che gli stranieri rubino il lavoro agli italiani. Questa credenza è da anni smentita dalla realtà: dei 2.423.000 occupati stranieri nel 2017 (10,5% di tutti gli occupati in Italia), i due terzi svolgono poco qualificate o operaie, siano esse nel settore dei servizi, dove i lavoratori stranieri si concentrano per oltre i due terzi, o quelli nell’industria e dell’agricoltura, dove trovano l’impiego rispettivamente nel 26% e 6% stranieri. In particolare, è straniero il 71% dei collaboratori domestici e familiari, quali la metà dei venditori ambulanti, più di un terzo dei facchini un sesto dei manovali edili e degli agricoltori.  I lavoratori immigrati restano ancora schiacciati nelle nicchie di mercato caratterizzato da impieghi pesanti, discontinui, precari, poco retribuiti, spesso stagionali.

Migrazione, fenomeno globale

La migrazione è un fenomeno globale. Secondo i dati dell’ONU, 258 milioni di persone, il 3.4% di tutti gli esseri umani del pianeta sono migranti, quindi le persone che si trovano fuori del paese in cui sono nate o residenti. In soli due anni questo numero è aumentato di 14 milioni ed è destinato ancora a crescere. L’Italia è un paese di immigrazione da 45 anni e necessita di politiche migratorie. Non si può parlare di immigrazione ancora nei termini di invasione. Non sono sicuramente gli immigrati colpevoli delle disfunzioni  dello stato.

Per saperne di più: Dossier Statistico Immigrazioni

 

Foto di copertina: by Efe

 

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