Cervelli in fuga verso il Sud insieme ad artigiani 3.0

Fondazione con il Sud mira all’innovazione imprenditoriale e di ricerca attraverso due bandi specifici – Brains to South e Artigianato – rivolti a rinvigorire il tessuto socio-economico e culturale del Sud Italia.

Un’opportunità per artigiani, ricercatori, creativi e innovatori con una particolare attenzione al disagio sociale. Punto di attrazione per italiani e non.

 

Brains to South

Giunto alla 5° edizione il progetto Brains to South si rivolge a ricercatori italiani e stranieri che svolgono la propria attività da almeno 3 anni all’estero o nel Centro Nord, per sostenere progetti di ricerca applicata.  Saranno selezionati i ricercatori con maggiore potenziale innovativo e trasferimento tecnologico.

Fondi complessivi a disposizione 4 milioni di euro di risorse private, suddivisi per un massimo di 400mila euro per progetto per una durata compresa tra i 24 e i 36 mesi.

Il bando scade il 28 novembre 2018. Le proposte dovranno essere presentate online direttamente dal ricercatore, che assumerà il ruolo di principal investigator e avrà l’opportunità di condurre un progetto di ricerca sotto la propria responsabilità, senza il controllo di un supervisore.

Il candidato deve indicare anche uno o più enti disposti a ospitarlo (host institution) in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna o Sicilia. Oltre al finanziamento al progetto di ricerca, la Fondazione provvederà ai costi conseguenti, come la strumentazione necessaria, i materiali, comprese le risorse umane di supporto.

Perché Brains to South

Come riporta il sito di Fondazione con il Suddal 2001 al 2011 circa 700 mila laureati hanno lasciato l’Italia e, nello stesso periodo, oltre 170 mila laureati si sono trasferiti dal Sud al nord dell’Italia, con un trend crescente: dal 10,7% del 2001 si è passati al 25% del 2011”. E il Sud d’Italia perde capitale umano “non solo o tanto per la fuga dei cervelli” ma “per il saldo negativo tra chi va e chi viene”: l’Italia suscita “poca attrattività per i ricercatori provenienti da altri paesi”.

L’obiettivo di Brains to South è, dunque, duplice, come spiega Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione ed esperto di sviluppo locale e di politiche di promozione d’imprenditorialità “Da una parte promuoviamo al Sud la capacità di ‘attrarre’ cervelli e dall’altra sosteniamo la costruzione di carriere indipendenti di giovani ricercatori, stranieri o italiani, che decidono di portare innovazione e competenze nei centri di ricerca meridionali, come ‘responsabili scientifici’ delle loro ricerche. Quest’approccio – termina Borgomeo – permette ai nostri territori di sperimentare processi d’innovazione sociale e incide sui processi di sviluppo anche grazie ai risultati della ricerca applicata”.

I cervelli ri-tornati

La passata edizione del bando Brains to South della Fondazione ha dato la possibilità a 11 ricercatori (5 uomini e 6 donne, 2 stranieri, età media 38 anni) provenienti da otto università estere e tre italiane del Centro-Nord, di lavorare in centri di ricerca a Napoli, Salerno, Foggia, Lecce, Cosenza, Catanzaro, Trapani, Catania.

Sul sito della Fondazione sono riportate le diverse storie di successo di ricercatori che grazie al bando sono ri-tornati (o stranieri che hanno scelto il Sud) e rimasti nel loro territorio dedicandosi al proprio lavoro.

Fra i tanti citiamo: Nunzio Iraci, 37 anni che ha lasciato il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Cambridge, portando in Sicilia il suo progetto di ricerca: Studia nuove terapie palliative per malati di Parkinson al Biometec di Catania; ancora dal Regno Unito, precisamente da Plymouth è tornata la ricercatrice siciliana Valentina Lauria, 37 enne, per sperimentare un modello sostenibile di pesca nell’area di Mazara del Vallo, coinvolgendo università e pescatori locali; Clara Piccirillo, 47 anni, proveniente dall’Università di Porto (Portogallo) conduce oggi la sua ricerca presso il CNR di Lecce, dove cerca di produrre protesi ossee in sughero, un materiale biocompatibile, sostenibile e facilmente reperibile in quella zona.

Ricerche di eccellenza, progetti innovativi per rimpolpare il patrimonio culturale e scientifico italiano.

Per le informazioni integrali, scaricare il bando.

Artigianato del Terzo Millennio

In collaborazione con l’Osservatorio dei Mestieri d’Arte di Firenze (OMA), il bando Artigianato rivolge un invito alle organizzazioni del Terzo settore per progetti di valorizzazione di antiche produzioni e competenze in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia, da realizzare anche in partenariato con enti pubblici o privati, profit o non profit.

Il sapere e la tradizione artigianale sono le caratteristiche essenziali della cultura e dell’economia italiana e rivestono un’importanza strategica anche sul piano sociale: il lavoro artigiano, grazie alla qualità dei manufatti, restituisce dignità alle persone, rendendole orgogliose e gratificate, e permette di rafforzare, quando non di ricostruire, il legame con il territorio.

La sfida di Fondazione CON IL SUD e OMA è quella di riscoprire il saper fare tradizionale, immaginando nuovi campi di applicazione tecnologica e commerciale e trovando nuovi potenziali talenti.

Il bando interviene su settori artigianali particolarmente vulnerabili: dal ricamo tradizionale, come lo squadrato lucano, all’intreccio di fibre vegetali per realizzare cesti a Reggio Calabria o nasse e reti da pesca in Sardegna; dalla produzione di fili di seta a Catanzaro alla costruzione del mandolino napoletano e della chitarra battente cilentana; dalla costruzione di carretti siciliani alla tessitura con la tecnica del fiocco leccese o alla filatura della lana in Sardegna.

Per la realizzazione delle singole iniziative, la Fondazione mette a disposizione complessivamente un contributo di 800 mila euro, in funzione della qualità delle proposte ricevute e della loro capacità di generare valore sociale ed economico sul territorio.

L’obiettivo generale  è quello di contrastare, nelle aree delle regioni del Sud caratterizzate da elevato disagio sociale, il declino di alcune fra le tradizioni artigiane d’eccellenza, valorizzandole e rifunzionalizzandole nell’ambito degli odierni mercati del consumo. A tal riguardo le singole progettualità sostenute dovranno prevedere:  l’inclusione attiva di soggetti in condizioni di fragilità sociale; – un robusto impianto imprenditoriale (preferibilmente di natura sociale), così da garantirne la sostenibilità economica; il coinvolgimento di nuovi talenti e delle competenze adeguate per raggiungere i risultati attesi di carattere commerciale e merceologico.

Le proposte per il bando dovranno essere presentate entro il 17 ottobre 2018 tramite la piattaforma Chàiros.

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