Alternanza scuola – lavoro. Chiamala con il suo nome

Venti di guerra o di pace per la famigerata alternanza scuola-lavoro, acclamata e vilipesa al contempo?

Il recentissimo disegno di legge di bilancio ora al vaglio delle Camere (approderà all’Aula della Camera tra il 29 ed il 30 novembre 2018) prevede nell’ambito del Titolo VI (artt. 57-59) – Misure di razionalizzazione della spesa pubblica -un ridimensionamento delle ore e un cambio nome.  Non più alternanza scuola-lavoro ma “percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento.”

I percorsi di alternanza scuola-lavoro di cui al decreto legislativo 15 aprile 2005, n.77 rafforzati nel 2015 con la legge passata alla storia, come la Buona Scuola che accoglie l’alternanza scuola-lavoro come un’autentica metodologia formativa che permette allo studente e alla studentessa di avvicinarsi ad una cultura del lavoro nella sua valenza formativa. Importante evidenziare, il coinvolgimento dei licei nei programma, così da infrangere il vizio concettuale che il percorso liceale non deve essere “inquinato” dalla dimensione lavorativa.

Oltre al cambio di nome, a decorrere dall’anno scolastico 2018/2019 si effettua un ridimensionamento delle ore, nel seguente modo:
1) si passa da 400 ore a un numero non inferiore a 180 ore nel triennio per i professionali;
2) si passa da 400 ore a un numero non inferiore a 150 ore nel secondo biennio e nell’ultimo anno dei tecnici;
3) si passa da 200 ore a un numero non inferiore a 90 ore nel secondo biennio e nel quinto anno dei licei.

Con decreto del Miur, da adottare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge. Un ridimensionamento che prevede inevitabilmente una riduzione economica; si legge infatti ne disegno di legge che le risorse del fondo sono assegnate alle scuole nei limiti necessari allo svolgimento del numero minimo di ore. Risorse dunque dimezzate sulla base delle ore e che non copriranno eventuali percorsi più lunghi.

Rimodulazione in corsa. Non perdiamo di vista la formazione

Dal 2015, sono trascorsi 3 anni scolastici, migliaia di progetti attivati nelle scuole che, dopo una partenza articolata e difficoltosa, hanno trovato la loro collocazione nell’ambito della POF (piano offerta formativa) dei singoli istituti; ci è sufficiente dare uno sguardo al portale del Miur, Alternanza Scuola lavoro, per venire a conoscenza delle fruttuose esperienze che si sono attivate lungo lo Stivale, coinvolgenti tanto per il corpo docenti, quanto per gli studenti e le studentesse.

Chiunque abbia un contatto diretto con il mondo scolastico è al corrente delle difficoltà organizzative che sono nate con l’obbligo dell’applicazione dell’alternanza ed in particolare della con-vivenza tra didattica curricolare e progetti d’alternanza, ma al tempo stesso è consapevole di come, con il tempo, stia contribuendo allo sviluppo e al potenziamento sia di competenze trasversali che in parte tecniche.

Una pratica educativa ormai, prassi scolastica, al punto da essere chiamata in causa anche in una delle soap opere più longeve e seguite di produzione italiana, Un posto al sole in cui uno dei personaggi, un giornalista è chiamato a svolgere il ruolo di tutor per percorso di alternanza dal docente di riferimento.

A questo punto, emerge un fattore umano essenziale: gli studenti e le studentesse. Il cambio di nome, la riduzione delle ore, il dato che le esperienze di alternanza non siano un requisito di esame, sono tutti elementi che vanno gestiti con cura, altrimenti si rischia di vanificare l’intero operato svolto in questi anni.

La rimodulazione delle attività non può non tenere presente del percorso attivato nel triennio, supportando gli studenti e le studentesse nell’elaborazione e valorizzazione delle esperienze realizzate nell’ambito complessivo di un processo di crescita formativa e personale, lontano da banalizzazioni o vanificazioni della pratica In senso lato) svolta.

Inoltre da considerare lo squilibrio che si potrebbe creare da un punto di vista organizzativo-didattico, laddove si sia già programmato un percorso sul monte ore pre-stabilito, antecedente al dimensionamento.

 

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