Adriana Albini, primato scientifico e letterario italiano

Adriana Albini, una delle ricercatrici più citate nell’ambito della biomedicina è stata ammessa nel consiglio direttivo di AACR (American Association for Cancer Research), la più importante associazione internazionale oncologica, fondata nel 1907, con oltre 40mila iscritti tra specialisti, ricercatori e professionisti sanitari e associazioni di pazienti di oltre 120 Paesi.

Una nomina storica quella dell’Albini dato che è la prima volta che un italiano viene eletto e, unica donna dei 5 nuovi membri che formano il consiglio direttivo dell’AACR. A lei è affidato il compito della promozione della prevenzione oncologica sia in termini alimentari sia farmacologici.

La sessantaduenne Albini, nata a Venezia, sposata con 2 figli, inizia la sua carriera di ricercatrice dopo la laurea in Chimica organica e biologica presso l’Università degli Studi di Genova nel 1979.  Da prima si dedica alla biochimica a Monaco per 3 anni, si reca quindi negli States (e qui conosce il collega che diventerà suo marito); a Washington collabora alla sperimentazione di un tessuto artificiale usato per studiare lo sviluppo delle cellule tumorali, la loro invasività e capacità di varcare i tessuti del corpo. Inventato nel 1985, il tessuto artificiale è tutt’oggi usato nel mondo.  Torna, quindi, all’Istituto di Genova e si concentra sull’indagine oncologica e vascolare, in particolare su microambiente tumorale e angiogenesi, biologia vascolare, meccanismi di progressione e metastasi.

Gli studi sull’angiogenesi tumorale e la prevenzione alimentare

Ultimamente la sua ricerca nella prevenzione farmacologica di malattie complesse con molecole e principi di origine alimentare, l’ha condotta a depositare 2 brevetti basati sull’estrazione di principi attivi che agiscono come una sorta di “chemioterapia naturale”: dal luppolo della birra è stato individuato un flavonoide, lo Xantumolo (Xn), le cui piccole molecole sono in grado, oltre a prevenire la malattia, a ridurne la diffusione delle cellule (l’angiogenesi tumorale); e gli estratti acquosi delle olive, con le stesse funzioni.

Adriana Albini ha pubblicato oltre 240 articoli di ricerca sperimentale ripresi dalle riviste scientifiche europee e statunitensi. Molti riguardano l’ angiogenesi tumorale che la stessa Albini in un’ intervista ha spiegato così: “Si tratta di una strategia che mette in atto il tumore per nutrirsi, una costruzione da parte del tumore di vasi sanguigni per andare in metastasi e colonizzare altri organi. Come le città antiche che sorgevano sui fiumi: il fiume consentiva il nutrimento e aveva funzioni di trasporto, consentiva i trasferimenti.  Alla fine degli anni ’70 del Novecento si è compresa l’utilità di questa terapia “ossia di tagliare i vasi sanguigni del tumore per impedirgli di nutrirsi e crescere”.

“Io ho cercato di lavorare anche sulla prevenzione – continua Adriana Albini – molti alimenti contengono antitumorali”. Oltre ai già citati derivati dal luppolo della birra e dalle olive, altri alimenti presentano efficaci sostanze protettive contro il cancro: le bucce dell’arancio, broccoli, cavolini di Bruxelles, aglio, cipolle, pesce azzurro, noci, alcune spezie, fibre, cereali integrali. Ma attenzione, la ricercatrice veneta sconsiglia le diete monotematiche: è necessario mangiare di tutto per il “bilanciamento dei vari elementi – avverte  – oltre ai vegetali anche le proteine animali sono importanti. Sì alla carne, anche se poca, si a un buon bicchiere di rosso, per le sue proprietà antiossidanti e all’attività fisica”.

La scherma e la scrittura

La ricerca, nonostante i notevoli risultati raggiunti, non ha assorbito tutto il suo tempo. Adriana Albini è anche scrittrice di novelle, romanzi (poco conosciuti in Italia ma famosi negli Usa) e campionessa di scherma: iniziata da giovanissima, messa da parte per il lavoro e la famiglia, ripresa nel 2006 partecipa ai campionati Master (argento europeo 2015).

Adriana Albini è professore straordinario di Patologia generale di Medicina e Chirurgia dell’Università di Milano-Bicocca e direttore del Laboratorio di Biologia Vascolare e Angiogenesi presso l’IRCSS MultiMedica di Milano ed è membro del Comitato Scientifico di Onda (Osservatorio Nazionale sulla salute della donna) e collaboratrice dell’AIRC (Associazione Italiana Ricerca Cancro).

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