Sport. Farmaco per il cuore e la mente

FITNESS

Mens sana in corpore sano, la sentenza di Giovenale ci indica da secoli i benefici dell’esercizio fisico. Lo sport e l’attività fisica contribuiscono in modo sostanziale al benessere individuale e collettivo, un autentico fattore di integrazione socio-culturale e di crescita psico-fisica.

Lo sport è promosso a livello politico in molti paesi, attraverso documenti ufficiali e programmi, ricordiamo il Libro Bianco sullo Sport del 2007 e il Piano di Lavoro dell’Unione Europea per lo Sport (2014-2017), la Commissione europea chiede agli stati membri di favorire il ruolo sociale dello sport così da incoraggiare la cittadinanza attiva e il dialogo sociale. Da ricerche scientifiche europee ed internazionali risulta che la frequenza delle attività fisiche nei giovani stia diminuendo in favore di attività sedentarie, favorite dall’uso diffuso dei mezzi  digitali.

Lo sport ha una dunque una forte valenza inclusiva e migliorativa e, in questi ultimi anni, l’importanza dell’attività fisica è essenziale anche per il benessere degli adulti; un’adeguata attività motoria previene e aiuta ad affrontare la terza età in modo adeguato e attivo.

Ed è proprio di questi giorni (13 giugno 2017) un’interpellanza parlamentare rivolta al Ministero della Salute in cui si chiede di considerare l’esercizio fisico e che venga prescritto dal personale sanitario al pari di un farmaco, favorendo l’impiego di laureati in Scienze Motorie. Nel nostro paese sono già attivi esempi di buone pratiche a livello regionale, come in Umbria ed Emilia Romagna, favorendo l’impiego dei laureti in Scienze Motorie.

Emilia Romagna ed Umbria

Emilia Romagna sport come prevenzioneLeggiamo nell’interpellanza…

L’Emilia Romagna è stata capofila di un progetto promosso e finanziato dal Ministero della Salute volto a sperimentare programmi di prescrizione di attività fisica attraverso la costruzione di percorsi assistenziali integrati al cui interno i centri di medicina dello sport delle aziende sanitarie; già nel 2004, attraverso la delibera della giunta regionale Emilia-Romagna n. 775 del 26 aprile 2004 concernente il «Riordino delle attività di medicina dello sport che indicava tra i compiti dei servizi di medicina dello sport presenti in ogni azienda Usl la promozione dell’attività fisica nella popolazione generale e il recupero funzionale di soggetti affetti da patologie croniche, l’Emilia Romagna risulta tra le prime regioni ad essersi impegnata nella lotta alla sedentarietà e nella promozione di stili di vita attivi”.

Diabetes type 2

Altro caso emblematico si ritrova in Umbria dove a Perugia pazienti obesi diabetici sono stati inclusi in un percorso di cura che prevede anche un’attività fisica strutturata di gruppo; tale modello è risultato così positivo da essere inserito tra le migliori pratiche europee riconosciute per la prevenzione e la cura del diabete; giova segnalare anche il caso dalla regione Piemonte, dove lo scorso dicembre 2016 è stata presentata una proposta di legge che rende agevole la prescrizione dell’esercizio fisico come strumento di prevenzione e terapia da praticare in strutture pubbliche e private, accreditate dalle Asl per favorire la guarigione o il recupero di migliori condizioni di benessere psico-fisico.

Con la DGR (Deliberazione della Giunta Regionale)  n. 205 del 29/02/2016 “Linee di indirizzo per l’erogazione di attività fisica per la salute: approvazione”, la Regione Umbria, nell’ambito delle attività di coordinamento operativo del progetto 1.3 “Nonni attivi” del Piano Regionale di Prevenzione 2014-2018, ha ritenuto opportuno classificare le varie forme di attività fisica finalizzate alla prevenzione dei danni da sedentarietà presenti nel territorio regionale. Tali attività, che non fanno parte delle attività sanitarie di riabilitazione, sono state suddivise in:attività per la salute (AFS); attività fisica adattata (AFA) ;attività fisica per la disabilità (AFD).

Per attività fisica adattata si intende quella materia interdisciplinare che comprende l’educazione fisica, le discipline sportive, riabilitazione funzionale e le scienze motorie per le persone che soffrono dei disagi.

Si chiede dunque di assumere iniziative per realizzare e mettere a regime un modello organizzativo su base nazionale per la prescrizione dell’attività fisica a persone con fattori di rischio o affette da patologie, coinvolgendo i medici dello sport, gli specialisti di riferimento e i laureati in Scienze Motorie, in particolare per le patologie cardiovascolari.

Un benessere collettivo per la società, gli individui sia come cittadini che usufruiscono di un servizio che come cittadini professionisti che erogano il servizio.

Interpellanza 2-01835

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