Adozioni. Preferiamo, forse, lasciare i bambini soli nelle strade del mondo?

Recentemente in Australia è stato esteso il diritto all’adozione anche alle coppie dello stesso sesso, di fatto o sposate, su tutto il territorio nazionale. Nel marzo 2018 l’Adoption of Children Act è stato introdotto anche nella legislazione del Territorio del Nord, l’unica regione dell’Australia che ancora vietava l’adozione alle coppie omosessuali.

Un provvedimento che va a completare l’estensione dei diritti civili per le famiglie arcobaleno australiane dopo che nel dicembre 2017 è stata approvata la legge che istituisce il matrimonio per tutti, nella completa approvazione dell’opinione pubblica; la legge, infatti, è stata il frutto della consultazione popolare che ha visto il 62% degli australiani esprimersi favorevolmente sui matrimoni gay.

Dale Wakefield (nella foto in alto), ministro delle Famiglie nel Territorio del Nord, ha spiegato in modo ineccepibile cosa significa estendere il diritto dell’adozione a tutti.  “I bambini e le famiglie sono il cuore delle scelte del governo – ha dichiarato – ed è per questo che abbiamo presentato questa modifica della legge in Parlamento, lo scorso anno. Tutte le coppie, a prescindere dallo status coniugale o dal genere, che vogliono sinceramente dare amore, cure e una casa sicura a dei bambini devono avere il diritto di farlo”.

Cosa accade nel mondo

L’Australia s’inserisce nell’elenco (in continuo aggiornamento) dei Paesi dove non solo le coppie dello stesso sesso (sposate o conviventi) ma spesso anche le persone singole, a prescindere dal genere di appartenenza, possono accedere all’adozione di minori.  Tali Paesi, con legislazioni che risalgono all’inizio del nuovo secolo, sono: Spagna, Francia, Germania, Regno Unito, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Svezia, Norvegia, Danimarca, Austria, Islanda, Israele, Stati Uniti d’America, Canada, Argentina, Brasile, Uruguay, Sudafrica, Finlandia, Andorra, Colombia, Irlanda, Malta, Portogallo,  Nuova Zelanda e Australia e Messico.

Quando nel 2015 la Corte Suprema del Messico giudicò incostituzionale la legge che vietava l’adozione alle famiglie arcobaleno, il giudice Luis Maria Aguila (nella foto a lato), presidente della Corte, nell’esprimere la necessità di considerare come priorità assoluta, la protezione dei bambini pose la seguente domanda retorica “ Preferiamo forse continuare ad avere bambini per strada, che secondo le statistiche sono più di 100.000?”

Se in Messico i bambini per la strada sono 100mila, nel mondo, secondo l’Unicef (dati 2017) gli orfani superano i 170 milioni, molti dei quali vivono nelle zone più povere del pianeta.

Cosa accade in Italia

In Italia i bambini soli, perché orfani o allontanati dai genitori, residenti nelle case famiglia e nelle comunità, sono dai 30 ai 35 mila, dati certi non esistono.   Di certo, perché si rifà alle dichiarazioni dei Tribunali dei Minori, è che i bambini adottabili sono 1.345 a fronte della disponibilità di adozione di ben 9007 famiglie.

Riportiamo gli ultimi dati disponibili (Centro Europeo di Studi di Nisida), perché, anche se non aggiornati, risalgono al 2015, sono utili ed esplicativi  nel descrivere un sistema che non funziona.  In Italia ci sono voluti 16 anni  (legge 149 approvata nel 2001) affinché tutti i  29 Tribunali per i Minori  installassero una banca dati per il monitoraggio del  fenomeno: l’aggiornamento sul rapporto bimbi soli/disponibilità delle famiglie.

A chi ci riferiamo quando parliamo di famiglie

Quando parliamo di famiglie, ci riferiamo a coppie eterosessuali e sposate, le uniche contemplate dalle leggi italiane sull’adozione, ad eccezione dell’ormai famoso articolo 44 della legge 184/83 che contempla le adozioni “in casi particolari”: l’escamotage per le coppie dello stesso sesso o singole che vogliono adottare, ma si tratta di dover affrontare un processo lungo e dall’esito incerto.

Il disegno di legge originario sul riconoscimento delle unioni civili prevedeva almeno la stepchild adoption, in altre parole l’estensione anche alle coppie omosessuali il diritto di adottare il figlio del partner sia naturale che adottato.  Si trattava dell’articolo 5 del DDL Cirinnà: lo scalpo pagato dall’opposizione per far approvare dal Parlamento la legge sulle Unioni Civili nel 2016.

Allo stralcio dell’articolo 5 è seguito un grande dibattito parlamentare e promesse per porre rimedio a quella che è un’ inutile quanto scriteriata ingiustizia (l’Italia è un paese in storico calo demografico) che non ha portato a nessun risultato concreto.

Allora? Che cosa preferiamo?

Nulla di nuovo, dunque sotto il sole, tranne le solite buone proposte di legge per le adozioni da parte di single o coppie omoaffettive, perse in qualche cassetto dei nostri palazzi istituzionali.

Preferiamo allora continuare a tenere i bambini a soffrire per la strada (case famiglia o orfanatrofi che siano) che secondo le statistiche sono decine di migliaia o dare loro l’amore sincero di un adulto responsabile e consapevole in grado di assicurargli la protezione, l’educazione e il futuro di cui hanno il diritto?

 

 

Foto di copertina: quadro “Giochi di bambini” di Flora Saracino

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