Scienza al voto: ascoltiamo le proposte dei ricercatori

“Lavoro, immigrazione, sicurezza e tasse sono le priorità degli elettori, ma solo tenendo conto del contesto ambientale sempre più critico sapremo affrontarle al meglio”, questo è il monito dei nostri scienziati, i quali in vista delle elezioni politiche – ormai imminenti: 4 marzo 2018 – hanno deciso di scendere in campo fondando il Comitato scientifico La scienza al voto.

Il Comitato è formato da 19 scienziati* coordinati d Antonello Pasini, fisico del Cnr; l’obiettivo è fornire ai politici, in vista dei programmi da realizzare nelle prossima legislatura, suggerimenti e proposte concrete su temi specifici che rispondono alle priorità dei cittadini, quali: l’abbandono dei combustibili fossili a favore di uno sviluppo di sistemi di energie rinnovabili; un piano di tutela del territorio contro i dissesti idrogeologici; la bonifica delle aree industriali; promuovere l’economica circolare, progetti di cooperazione con il Sahel; e poi come assicurare maggior lavoro, il controllo della pressione fiscale, la gestione della immigrazione, e garanzia della sicurezza.

Un confronto aperto al dibattito pubblico

Il Comitato,  con una lettera aperta ha invitato i partiti a entrare nel dibattito: invito raccolto e, infatti, il 18 febbraio a Roma, presso la Città dell’Altra Economia si è svolto l’incontro tra gli scienziati e le forze politiche. Un confronto aperto anche al dibattito pubblico.

Sul sito La Scienza al voto, il Comitato, oltre a descrivere in modo dettagliato i punti elaborati, si ripropone di valutare i programmi delle liste depositate al Ministero dell’Interno (riportati sul sito stesso) e di aggiungervi le valutazioni secondo i criteri scientifici, in modo da comprendere le intenzioni dei politici nei confronti dei punti centrali.
Per partecipare al dibattito, firmare la petizione rivolta alla classe politica o esprimendo le proprie idee, e presentare le proprie proposte e mettersi in contatto con il Comitato scientifico basta andare sul sito La Scienza al voto.

L’esempio finlandese

L’iniziativa del Comitato ci ha fatto venire alla mente la nuova rubrica del britannico The Guardian dedicata “alle cose che funzionano nel mondo” inaugurata con un articolo inchiesta dedicato alla Finlandia. E non avrebbe potuto essere diversamente visto che il Paese scandinavo è al primo posto di varie classifiche come la migliore nazione del globo per stabilità, sicurezza, buon governo, libertà personale e benessere anche materiale dei suoi cittadini.

L’articolo riporta i vari pareri di esperti che spiegano le cause e i motivi storici dell’invidiabile primato finlandese.  Fra questi troviamo la spiegazione del filosofo e professore emerito Ilkka Niiniluoto, secondo il quale la felicità del Paese, si deve “alla costruzione sociale creata dai professori universitari”.  Quando la Finlandia, dopo secoli di dominazioni straniere, divenne repubblica indipendente nel 1919, racconta Niniluoto,  furono gli accademici a “definire la nazione finlandese: la sua lingua, storia, letteratura, musica, simboli e folclore”. Circa il 30% dei Capi di Stato e di Governo finlandesi sono stati professori universitari, inclusa la metà dei primi ministri. “Sono stati loro gli accademici” aggiunge la sociologa Jallinoja “a dare la forma che il Paese ha oggi “anche con l’esempio della loro vita, che generò fiducia nella mobilità sociale e una vera fede nei confronti dell’istruzione”.

Sull’esempio finlandese, tenendo conto delle dovute differenza perché ogni Paese ha la sua storia, l’iniziativa di La Scienza al voto ci sembra di notevole importanza, ma se inciderà sulle direttrici che prenderà la nostra vita collettiva prossima futura, molto dipenderà  dal sostegno che riceverà dall’opinione pubblica.

 

*Nota: I membri del Comitato scientifico e firmatari dell’appello:

Antonello Pasini, fisico e climatologo, CNR (Coordinatore)
Carlo Barbante, chimico dell’ambiente, Università di Venezia e CNR
Leonardo Becchetti, economista, Università di Tor Vergata, Roma
Alessandra Bonoli, ingegnere della transizione, Università di Bologna
Carlo Cacciamani, fisico, Protezione Civile
Stefano Caserini, ingegnere ambientale, Politecnico di Milano
Claudio Cassardo, fisico, Università di Torino
Sergio Castellari, fisico e meteorologo, INGV
Andrea Filpa, urbanista, Università di Roma Tre
Francesco Forastiere, epidemiologo, CNR
Fausto Guzzetti, geologo, CNR
Vittorio Marletto, fisico e meteorologo, ARPA Emilia-Romagna
Cinzia Perrino, biologa ed esperta di qualità dell’aria, CNR
Nicola Pirrone, ingegnere ed esperto di cambiamenti globali e inquinamento atmosferico, CNR
Mario Motta, ingegnere dell’energia, Politecnico di Milano
Gianluca Ruggieri, ingegnere ambientale, Università dell’Insubria
Federico Spanna, agrometeorologo, Regione Piemonte e AIAM
Stefano Tibaldi, fisico e meteorologo, CMCC
Francesca Ventura, fisico a agrometeorologo, Università di Bologna e AIAM

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