Può una strada pubblica, raccordo di luoghi storici, diventare privata?

È possibile trasformare una strada pubblica in privata? Sembrerebbe di sì, se ci si sposta a Cassino, nel basso Lazio, dove il locatario dei terreni dell’Albaneta di Montecassino ha presentato una formale richiesta di privatizzazione al Comune.

L’anomalia di tale pretesa risiede nel fatto che si tratta di luoghi storici, dove si trovano i monumenti della battaglia di Montecassino combattuta nel 1944 e dove si registrò la prima memorabile vittoria,  contro i tedeschi, dell’armata del generale polacco Władysław Anders (al centro, nella foto a lato).

In realtà, questa richiesta sarebbe di per sé illegale, in quanto per la legge italiana non è di fatto possibile trasformare una strada pubblica in privata, laddove il luogo in questione è d’interesse della comunità.

Nello specifico caso la sentenza n. 191/2017 del Tribunale Amministrativo del Lazio ha ribadito in via definitiva che la strada Albaneta (nella foto a lato) è una strada pubblica, un essenziale raccordo per arrivare presso i Monumenti polacchi.
In relazione all’interesse comune della strada, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo,  con il D.M. n. 81/2016 ha apposto il vincolo di tutela su tutta l’area della Battaglia di Montecassino. Inoltre ha recentemente rilevato che i Monumenti del 2° Corpo polacco situati all’Albaneta, come tutto ciò ritenuto di interesse storico, viabilità vicinale compresa, sono immobili assoggettati al demanio pubblico culturale ai sensi della legge italiana. In virtù di quanto stabilito devono rimanere oggetti fruibili da tutti.  Sono numerosi i pellegrini che ogni anno visitano l’intero sito. Nessun sigillo dunque ai passi della storia.

Nonostante tutto, però, l’Associazione Generale dei Polacchi in Italia e la Fondazione del Museo Memoriale del 2° Corpo Polacco a Montecassino si sono rivolte al Sindaco del Comune di Cassino,  Carlo Maria D’Alessandro (nella foto a lato), affinché rifiutasse la richiesta di privatizzazione del locatario, come a paventare la mutabilità dell’apparato normativo. Mentre la stessa Associazione  ha pubblicato su change.org la petizione rivolta al Sindaco, affinché la strada rimanga pubblica, raccogliendo, mentre scriviamo, 4.098 firme. Senza dimenticare l’hashtag #SaveAlbaneta lanciato dal 2015.

Certamente, come cita il proverbio “fatta la legge trovato l’inganno”: non sarebbe la prima volta che si assiste ad una applicazione del diritto permeata da incongruenze civiche e civili. Donde la riflessione inerente l’angusta pretesa di privatizzare, l’ennesimo tentativo di rendere proprio un luogo della comunità.

Se la richiesta venisse accolta non sarebbe più possibile visitare gratuitamente questi spazi della memoria; non sarebbe più realizzabile un accesso democratico a fatti che hanno segnato il nostro passato e che, magari, possono ancora  riguardare il nostro presente. La storia, infondo, senza i suoi cimeli gloriosi non ha resistenza alcuna e rischia di non fornire indicazioni per le generazioni future.

Senza dubbio, il passato è e deve restare sempre e ovunque un bene di tutti, utile a ricordare gesta gloriose consumate oltre le trincee. I soldati polacchi, infatti,  persero la vita contro le armate tedesche contribuendo a liberare il nostro paese dal nazismo in nome della libertà e della democrazia.

Ma non solo: la riedificazione dell’Abbazia di Cassino (nella foto a lato), si deve anche  ai militari polacchi che con tale contributo mostrarono la propria gratitudine all’abate che aveva deciso di predisporre tra i terreni del monte il cimitero dedicato ai loro caduti.

Chissà se farebbe bene al vecchio continente, lacerato da divergenze intestine, rievocare i segni di  fratellanza lasciati sparsi qua e là nei luoghi della ricostruzione.

 

 

Foto di copertina: la strada Albaneta

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