Premio Don Diana – Per amore di tutti i popoli

Il Festival dell’impegno civile, caratterizzato dell’essere itinerante (25 giugno- 31 luglio 2019), rinfresca l’aria calda dell’estate, con eventi culturali e formativi, supportando le amministrazioni locali e la cittadinanza affinché i beni confiscati alla criminalità organizzata, siano restituiti alla collettività in nome e in ricordo di Don Giuseppe Diana.

Momento di pregnante significato simbolico e reale, la consegna del premio Nazionale Don Diana- Per amore del mio popolo, tenutasi a Casal di Principe a Casa Don Diana, bene confiscato ad un affiliato ad un clan locale di camorra, polo didattico di attività educative innovative, denominato La F.U.C.IN.A. (acronimo di Formazione Umana, Comunicazione, Innovazione, Ambiente), rivolto a rafforzare e integrare il lavoro delle diverse Agenzie educative presenti sul territorio, seguendo il messaggio di Peppe sia come insegnante, che come educatore.

Il premio è consegnato a personalità che con il loro lavoro e la loro opera di sensibilizzazione sociale, hanno contribuito a rafforzare il senso civico, legale e umano che dovrebbe sorreggere ogni comunità.

I vincitori

Marco Puglia magistrato del Tribunale di Sorveglianza di Napoli.  Particolarmente attento al suo stato di servizio, inteso come compito non solo di servire allo Stato, ma anche come dovere di incontrare la società civile per trasmettere e condividere le decisioni della magistratura, non avulsa dalla realtà, ma ancella della società, affinché la giustizia possa essere amministrata, nel migliore dei modi possibili.

Vicino alle politiche educative delle persone recluse, l’anno scorso fu regista di un singolare spettacolo teatrale Epoché (Sospesi) nella piazza di S. Maria Capua Vetere, nell’ambio della Settimana della Cultura, una compagnia teatrale composta da detenuti, magistrati e operatori della giustizia. L’idea nasce proprio dal Magistrato Puglia, con esperienze teatrali alle spalle, che ha trovato una perfetta consonanza con il laboratorio teatrale del penitenziario di S.Maria Capua Vetere. Un penitenziario, in questi ultimi anni in seria sofferenza per una carenza cronica di acqua, dovuta al mancato allaccio con la rete idrica. Ottenuti i fondi dal FSE (fondo sociale europeo), ora si è in attesa dell’assegnazione della gara europea per i lavori.

La sensibilità professionale e personale di Puglia si riflette, inoltre, nella sua poesia Mamma perché nessuno ci viene ad aiutare, un canto struggente di un bambino naufrago.

Roberto Di Bella Presidente del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria. Figura professionale da cui ha tratto ispirazione il film per la televisione Liberi di Scegliere  in cui si narra della possibilità che offre il Tribunale per i figli i cui familiari appartengono alla ‘ndragheta di cambiare vita. “Dimostrare che il futuro non è già scritto… Negli ultimi vent’anni il tribunale per i minorenni di Reggio Calabria ha processo per reati di associazione mafiosa, omicidio e tentato omicidio oltre cento minori, molti dei quali sono stati poi uccisi nel corso di faide familiari o – divenuti maggiorenni-  sono ora latitanti o sottoposti al regime carcerario duro dell’art. 41 bis.

Dal 2012 il tribunale per i minorenni di Reggio Calabria sta adottando- in stretto coordinamento con la Procura della Repubblica per i Minorenni, con la locale Procura Antimafia e con il supporto dell’associazione Libera provvedimenti civili di decadenza o limitazione della responsabilità genitoriale.. Dimostrare che il futuro non è già scritto e che si può essere protagonisti della propria vita”. (testimonianza dello stesso Di Bella).

Yvan Sagnet, ingegnere ed ex bracciante. Nasce il 4 aprile del 1985 a Douala (Camerun). Nell’agosto 2008 arriva in Italia e si iscrive al politecnico di Torino per studiare Ingegneria delle Telecomunicazioni. Per sostenere le spese delle tasse universitarie cercherà lavoro nelle campagne pugliesi, sarà uno dei portavoce durante lo sciopero alla Masseria Boncuri nell’agosto 2011 che portò tra l’altro alla Penalizzazione del Caporalato e sostenuto dalla Flai Cgil. Eroe civile, nominato cavaliere dell’Ordine della Repubblica italiana  dal Presidente Sergio Mattarella nel 2017.

Leggiamo dalla sua pagina Facebook“ Oggi a Casal di Principe è stato per me un onore ricevere dal comitato Don Peppe Diana e dalla sua famiglia il premio nazionale antimafia, istituito in sua memoria”. Un riconoscimento che Yvan dedica a Paola Clemente, Mohammed Abdullah e a tutte le vittime del caporalato.

Ilaria Cucchi. Sorella di Stefano Cucchi, morto in carcere in condizioni poco chiare; da allora la sorella si batte per avere giustizia.

Associazione NoCap di Yvan Sagnet :“Ogni cosa che mangiamo e acquistiamo ha un impatto preciso sul Pianeta, che siamo perfettamente in grado di cercare e discernere in modo autonomo i dati e le informazioni che ci servono e che possiamo cambiare le cose partendo da noi stessi sono evidenti a tutti. L’arma più potente per migliorare il mondo è la scelta basata sulla conoscenza, una scelta che ci permette di agire con coerenza, consapevolezza, amore e rispetto per la Vita in tutte sue forme. #NOCap

Menzioni Speciali

Teatro Totò. L’Accademia delle Arti teatrali del Teatro del Totò, dalla quale provengono in massima parte gli attori dello spettacolo è da sempre impegnata nel completare, affrontando tematiche sociali come queste, non solo il percorso artistico dei giovani ma soprattutto quello umano e di vita.

Quest’inverno ha messo in scena Peppe Diana – Il Coraggio di avere paura. Il teatro quindi, per ricordare, per non dimenticare, per narrare un’assenza, insomma per averne memoria. Il Teatro Totò ha realizzato questa messinscena nel ricordo di don Peppe Diana e del suo “coraggio di avere paura”, che ha avuto da subito il patrocinio dell’associazione di promozione sociale “Comitato don Peppe Diana”, Libera Nazionale, Comune di Napoli e infine il patrocinio del comune di Casal Di Principe.

I Familiari Vittime Innocenti non ancora riconosciute.

Vincenzo Musacchio, giurista, specializzato in diritto penale. Direttore scientifico e fondatore della Scuola di Legalità ‘don Peppe Dianà di Roma e del Molise. Presidente e direttore scientifico dell’Osservatorio Antimafia del Molis; docente presso varie università italiane ed estere, analista e studioso di criminalità organizzata. Comincia la sua attività di lotta contro le mafie quando conosce Antonino Caponnetto e con lui organizzano vari incontri nelle scuole italiane.

Franco Ianniello, presidente di Cultura contro la camorra un’organizzazione europea per il sostegno alle iniziative di gestione dei beni confiscati alla camorra e alle mafie. Lavora con il Comitato economico e sociale europeo per la preparazione di un parere d’iniziativa per affrontare alle radici il problema delle mafie, in collegamento con il Parlamento europeo, la Commissione europea e il Comitato delle regioni.

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