Tra ombre e luci. Il talento dei giovani a servizio della legalità

Dopo un anno di lavoro, il 24 febbraio 2018 a Palermo sono stati presentati i risultati del Progetto Tra ombre e luci. Dall’oppressione della mafia alla libertà di vivere, nato per promuovere e favorire la diffusione della legalità nei giovani dai 14 ai 35 anni.

Il progetto ha coinvolto oltre 2mila studenti tra i 14 e i 19 anni, 100 famiglie e 20 insegnanti. Ha organizzato 48 laboratori, gruppi di discussione e approfondimento sulla legalità e sul contrasto alla criminalità e incontri tematici, ha distribuito circa di 2mila questionari per la raccolta dati.

Al centro del programma sopratutto i giovani a rischio di devianza ed emarginazione, inseriti nei laboratori, per sviluppare la loro capacità di espressione verso una forma di comunicazione positiva con i loro coetanei, basata sul rispetto del prossimo, delle istituzioni e della legge.

Le zone di azione del progetto sono state Palermo, Corleone, Villabate, Carini e Partinico, scelte per la loro storia strettamente legata alla mafia.

Oltre il 40% dei partecipanti e degli operatori sono state donne; una scelta dettata dalla necessità di cambiare la percezione delle donne ancora oggi in Sicilia.

Le scuole hanno risposto in modo entusiasta, dichiarando di non avere mai avuto la possibilità di toccare con mano la condizione della legalità, così come è avvenuto con questo progetto. Un esempio di peer education e di best practice da diffondere nelle altre realtà scolastiche non solo isolana, ma dell’intero Stivale.

 

Battiti di legalità d’autore, dentro e fuori le mura scolastiche

Noi di abbanews, abbiamo avuto il piacere di parlare con la Dott.ssa Ninfa Gallo così come con Simone Chinnici dell’Associazione promotrice, Concept, quest’ultimo co-autore del progetto insieme a Chiara Gambino che ci hano illustrato con lucido fervore e gioiosa commozione la gestazione e il percorso progettuale in cui gli studenti e le studentesse hanno avuto la possibilità di confrontarsi in modo concreto con la questione mafiosa e, al tempo stesso, intraprendere un per-corso di conoscenza su stessi in una dimensione collegiale e partecipata.

Il progetto è stato concepito 3 anni fa, e un’anno e mezzo fa, è stato approvato dal Servizio Civile Nazionale; i destinatari, evidenzia con forza, Simone Chinnici sono i/le giovani dai 15 ai 18 anni che rappresentano il futuro della nostra nazione; i futuri imprenditori o dipendenti pubblici che possono fare la differenza socio-economica e culturale.

Le collaborazioni che si sono attivate con gli istituti scolastici, in parte, sono state frutto di protocolli di intesa con scuole con cui i partner del progetto già collaboravano.

Ogni scuola ha preso parte all’iniziativa di forte spessore formativo con 2/3 classi. Per motivi organizzativi e di fattibilità non si è potuto estendere la partecipazioni ad un numero più ampio.

Ogni laboratorio  performativo che si è attivato in ambiente scolastico ha visto la co-presenza di un artista e di un educatore in cui si sono scelte le tematiche da “rappresentare” declinate nelle più diversificate espressioni artistiche: dalla danza, al cortometraggio, alle installazioni multimediali.

I progetti realizzati nelle scuole hanno avuto un numero complessivo di 48 ore, ammontare orario non differente per il calendario scolastico, suddiviso in ore curriculari ed extra curriculari; la densa accoglienza da parte di docenti e studenti non ha supposto un sovraccarico, bensì ha arricchito l’esperienza formativa di giovani e adulti in un’ottica di crescita personale e condivisione.

Al fine di  permettere ai giovani di esprimere le loro potenzialità a pieno respiro, la realizzazione dei laboratori è stata preceduta da incontri con le psicologhe che hanno saggiato ed esplorato le loro competenze. Il modulo propedeutico alla costituzione dei laboratori ha avuto come obiettivo principale la diffusione della cultura della legalità in ogni sua piega. Dalla corruzione mafiosa, alla fila alla posta, all’obbligo di fare lo scontrino da parte delle attività commerciali.

Le persone, fonte di ispirazione per le performances: Falcone e Borsellino, Giuseppe Impastato, Don Puglisi, Libero Grassi, solo per citarne alcune.  Nell’ambito del progetto, ci spiega la Dott.ssa Gallo, inoltre si sono effettuate interviste da parte delle studentesse e degli studenti nei luoghi più socialmente e culturalmente lontani tra loro di Palermo, accompagnanti dalla stessa Gallo, dal mercato Ballarò alle stazioni di Polizia, avvicinando i giovani al tessuto della città in carne e ossa.

Il programma e le attività sono state realizzate con la collaborazione di 5 enti istituzionali, ciascuno dei quali ha svolto un compito ben preciso. Concept, partner capofila e ideatore del progetto, ha messo a disposizione delle scuole un team di psicologhe e pedagogiste; il Centro Studi Borsellino e il Centro Internazionale di Documentazione sulle Mafia, oltre a concedere la consultazione dei loro archivi, hanno realizzato l’indagine sulla percezione della mafia tra i giovani siciliani; LINK si è impegnata nel supporto agli immigrati e Barbera&Partners che si è occupata della comunicazione sociale.

La diversificazione delle associazioni coinvolte testimonia l’ampiezza socio-culturale del progetto i cui ideatori Simone Chinnici e Chiara Gambino, giovanissimi anch’essi (26 e 27 anni) sfidano la società del presente-futuro.

Ma la vita … è oltre

Nella giornata conclusiva del 24 febbraio 2018, che si è svolta al Cinema De Seta, presenziata dai partner e gli esponenti del comune, all’interno dei Cantieri Culturali presso il Palazzo  della Zisa, è stato proiettato il video intitolato La Legalità è… che raccoglie le interviste ai giovani tra i 19 e i 35 anni; sono state presentate le performances multi espressive sul tema dell’affermazione della legalità, dal titolo Ma la vita … è oltre, realizzate dalle scuole coinvolte nel progetto: agli studenti – autori sono state assegnate 20 borse di studio. Numerosi, nella giornata, infine, gli incontri – confronto tra le scuole presenti e gli esponenti della magistratura, delle Forze dell’Ordine e personalità impegnate nella lotta contro la mafia.

Un dibattito particolarmente vivo e partecipato non solo dagli studenti, studentesse e i promotori, ma dagli stessi  genitori dei ragazzi che hanno preso parte ad un incontro in cui hanno potuto vedere i loro figli e figlie in una veste (naturale) diversa.

Acceso l’incontro con l’Istituto Don G. Colletto di Corleone, che ha invitato la giornalista Stefania Petyx, presente al convegno, realizzatrice dell’iniziativa “Un selfie contro la mafia”, che l’aveva vista tra le vie di Corleone in cerca di una risposta di cittadinanza attiva, a tornare nella città siciliana e ri-vedere la sua posizione: la voce dei giovani esiste e va ascoltata.

Intensamente gradito, il monologo di Salvo Piparo, autentico personaggio teatrale della scena siciliana, amante sincero della legalità. Simone Chinnici tiene a sottolineare che ogni inviato alla manifestazione ha partecipato in maniera assolutamente gratuita.

Durante la manifestazione sono stati distribuiti gadget, come magliettine e altri capi di abbigliamento, prodotti dalla Sartoria sociale, realtà attiva a Palermo che prende vita da un bene confiscato alla mafia, autentica impresa sociale che riunisce persone che vivono un profondo disagio socio-economico e culturale.

Il progetto Lucie  e ombre è frutto di un’approfondita ricerca sociale che ha permesso ai promotori di ideare e realizzare un progetto ben costruito in ogni sua fase, favorendo sia gli aspetti teorici che pratici e, soprattutto, si stabilire un rapporto diretto con il territorio, senza mistificazioni o eccessive teorizzazioni.

Le cose possono cambiare se c’è la volontà di cambiamento e, questa volontà, è supportata dalle istituzioni e dalla cultura dominante.

Più di 500 i partecipanti al progetto: “Le difficoltà non sono mancate, dichiara Simone Chinnici in modo genuino e aperto, ma la viva partecipazione di studenti e studentesse ripaga in modo esponenziale ogni fatica intrapresa.

Il progetto Tra ombra e luce è stato finanziato dal Piano Azione Coesione “Giovani no profit” del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 

Fotografie: Palermo, 24 febbraio 2018, Evento “Fra Ombre e Luci”. Per gentile concessione di Concept

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Una risposta

  1. Acquario77 ha detto:

    bellissima iniziativa! si dovrebbe estendere ad altre province e scuole. Bravi e competenti!

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