#Milionidipassi Experience. Realtà virtuale per una realtà virtuosa

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Non ho detto che sarebbe stato facile: ho detto che ti offrivo la verità (Matrix)

Realtà virtuale applicata al sociale per comprendere sulla propria pelle una condizione estrema che osserviamo ogni giorno dai teleschermi e leggiamo sui giornali: #Milionidipassi Experience. Un’esperienza virtuale e una virtuosa: la firma per l’appello all’apertura di corridoi umanitari per i rifugiati.

Nell’ambito del Festival delle Scienze di Genova (27 ottobre- 6 novembre 2016) che quest’anno ha come parola chiava “segni”, i visitatori hanno modo di sperimentare (se mai ce ne fosse bisogno) la disperazione “virtuale”.

Medici senza frontiere ha inaugurato il progetto #Milionidipassi Experience proprio per sensibilizzare gli abitanti del mondo occidentale nei confronti di chi deve davvero farli, quei milioni di passi, grazie a un visore per la realtà virtuale. Il tour è iniziato il 15 giugno a Roma, toccherà tutte le città italiane. Ad oggi è stato presente al Giffoni film festival, al Festival Internazionale a Ferrara e ora a Genova.

Un progetto multimediale che si articola in visori di ultima generazione (una sorta di mega occhiali informatizzati) che permettono un’immersione nella realtà delle persone in fuga, ammassati su imbarcazioni fatiscenti con la speranza di raggiungere una meta che li salverà.

Petizione per la costruzione di corridoi umanitari

Il tour #Milionidipassi si collega direttamente alla petizione che Medici Senza Frontiere ha lanciato per assicurare la realizzazione di corridoi umanitari. Un appello alla società civile e ai governi.

Immagina..

Immagina di dover lasciare il tuo paese, il tuo luogo di nascita, la tua casa. Immagina di dover partire per paura che tu, la tua famiglia o i tuoi amici possiate essere uccisi. Immagina di camminare per giorni, settimane o mesi nel deserto o nella neve, o di attraversare il mare agitato dentro un gommone in cerca di un posto sicuro. Questo incubo è la realtà per più di 60 milioni di persone nel mondo, costrette a fare milioni di passi per sopravvivere – leggiamo sul sito #Milionidipassi

Vittime civili

Il numero di persone in fuga non è mai stato così alto dalla seconda guerra mondiale a oggi. La ragione è in parte legata al maggiore coinvolgimento delle popolazioni civili nei conflitti degli ultimi decenni. Sempre più spesso sono le persone che non indossano una divisa o non fanno parte di un esercito a pagare il prezzo più alto di guerre che non combattono, ma da cui sono costrette a fuggire.

La ragione principale, però, è la concomitanza unica di crisi umanitarie di gravità e durata straordinarie: dai conflitti in Siria, Iraq e Libia alle violenze endemiche in Repubblica Centroafricana, Sud Sudan e Repubblica Democratica del Congo; dalle controverse vicende di Somalia, Eritrea e Ucraina, alle nuove dinamiche d’instabilità in Afghanistan e Pakistan.

Realtà virtuale in soccorso alla vita

La realtà virtuale è una realtà simulata che favorisce la comprensione della realtà stessa e, se applicata in modo etico e costruttivo, contribuisce alla risoluzione di problematiche in campo medico, militare, aziendale, scientifico, finanziario, educativo. In ogni aspetto del reale.

Si inizia a parlare di “realtà altra”, già negli anni cinquanta con Morton Jelig che teorizzava la “Experience Theater”; un’esperienza in grado di coinvolgere i 5 sensi, immergendo lo spettatore nello svolgimento del film.

Da progetti medico-scientifici come all’Istituto Santa Lucia che utilizzano la realtà virtuale nelle performance motorie di bambini con paralisi cerebrale infantile (PCI) a progetti educativo-museali in cui ci trova di fronte ai giganti del Giurassico. All’immersione nei fondali dell’Adriatico, grazie ai modelli 3D a progetti di visual marketing.

Non dunque quella prigione asfittica racchiusa nella nostra mente, visualizzata dal capolavoro cinematografico di fine anni novanta quale fu Matrix, ma un uso consapevole della “visualizzazione informatica” capace di rafforzare le nostre capacità fisiche e mentali per un fine costruttivo e non distruttivo.

 

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