Martina. La lotta coraggiosa di una guerriera sorridente

Al Policlino Gemelli di Roma il 14 giugno 2018 è stato presentato il libro Martina. La lotta coraggiosa di una guerriera  sorridente (nella foto a lato). Il libro è il diario personale della lotta contro il tumore della  giovane Martina, nata a Maddaloni (Caserta), Terra dei Fuochi, morta a 17 anni, nel 2017.

Ammalatasi nel 2013, la giovane riporta nel suo diario l’esperienza vissuta nel reparto di Oncologia Pediatrica del Policlinico Gemelli, la sua lotta personale portata avanti con coraggio senza perdere mai l’allegria, come una “leonessa sorridente”, che sperava di vedere un giorno pubblicato il suo diario.  Non ne ha avuto  il tempo. La malattia ha preso il sopravvento, e la sua opera è stata completata dalla sorella Stella e da Daniela Di Fiore, la sua insegnante in ospedale.

Nata nel 1999, Martina Ciliberti aveva 13 anni quando le fu diagnosticato un tumore. Da allora ha vissuto in un susseguirsi di terapie, ricoveri, operazioni, oscillando tra la paura e la speranza.  La causa del suo tumore è da attribuire, molto probabilmente, al luogo dove è nata e vissuta.  Lo confermano le parole di Antonio Ruggero, responsabile del Reparto Oncologia Pediatrica del Gemelli, quando dice che“ora non è più un mistero che l’incidenza di alcune patologie lì (nella Terra dei fuochi ndr) è più alta che altrove”.

Al Sud

Nel 2014, proprio a Maddaloni la Procura individuò 200mila tonnellate di rifiuti speciali pericolosi, sversati illecitamente in un’ex cava di tufo: probabilmente scarti ospedalieri, veleni interrati che hanno raggiunto la falda acquifera, non a monte ma a valle sì. La cava, una superficie di 12.500 metri quadrati per una volumetria di 187mila metri cubi, era da tempo considerata una discarica incontrollata, nonostante sorgesse molto vicino ai terreni agricoli e ai centri abitati. Ai tempi della scoperta si aprì un fascicolo per disastro ambientale.

Ma si trattava soltanto dell’ennesima discarica abusiva scoperta nelle zone del casertano e del napoletano, dove si  stabilì, nei giorni della scoperta, che lo sversamento illegale di materiali altamente tossici per mano della camorra,  proseguiva da almeno 25 anni.

La Terra dei fuochi, com’è indicata anche per legge quest’ampia zona italiana formata da 55 Comuni della provincia di Napoli e Carserta, è un termine che deriva dal fenomeno dei roghi innescati per smaltire i rifiuti tossici e speciali,  altro fattore altamente pericoloso per la salute degli abitanti locali.

E l’incidenza di neoplasie per gli abitanti di questa area è effettivamente più alta rispetto al resto della popolazione italiana; un fenomeno confermato dal rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità che indica come dato certo l’inquinamento, anche se non diffuso, delle falde acquifere.

E al Nord

Ma siamo lontani dalla soluzione; le indagini della Commissione parlamentare ecomafie confluite nel primo Rapporto pubblicato nel 2018, rivelano roghi di centinaia d’impianti di trattamento, stoccaggio o d’interi depositi di rifiuti tossici. I roghi continuano e la Terra dei fuochi si estende al nord- Italia.

Negli ultimi 3 anni, riporta il Rapporto, più di 260 impianti di trattamento, stoccaggio o deposito dei rifiuti sono stati incendiati: il 40% è avvenuto nelle regioni settentrionali, Lombardia in testa. L’artefice è la ‘ndrangheta, la quale, c’informa la Commissione, conosce bene il settore dei rifiuti speciali, la cui gestione è affidata ai privati.  Perché bruciare? Perché permette di guadagnare di più, ha spiegato Roberto Pennisi, magistrato del Dna (fonte: il Manifesto, 10 gennaio 2018); i siti di stoccaggio, una volta pieni, vengono incendiati e tutto “finisce in fumo”, altamente tossico tanto che costringe le centinaia, a volte migliaia, di residenti nella zona a evacuare.

La testimonianza di Martina

Il diario della coraggiosa Martina, dunque, oltre a rappresentare un esempio per gli adolescenti e gli adulti malati oncologici è anche una testimonianza diretta delle conseguenze tragiche del fenomeno delle discariche abusive.

La quarta di copertina riporta uno stralcio della parole di Martina: “Tutto quello che stiamo vivendo adesso, la malattia, i tumori, sono la conseguenza di tutte le cose che sono state fatte in precedenza con troppa leggerezza, di tutti i rifiuti tossici sotterrati nelle nostre terre, della terra dei fuochi e delle tante verità che vengono tutt’ora nascoste, dei tanti colpevoli che fanno parte di una politica corrotta […] La mia non è soltanto una lotta contro la malattia – segue Martina – la mia è anche una lotta per la verità e la giustizia per un popolo “.

Martina. La lotta coraggiosa di una guerriera sorridente, edito da Infinito, è stato realizzato nell’ambito del progetto La casa a colori di A.G.O.P. Onlus, l’Associazione Genitori Oncologia Pediatrica che da oltre 40 anni fornisce assistenza ai ragazzi malati oncologici e alle loro famiglie.

 

Foto di copertina: by Ansa

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