Lo sport: palestra di vita anche al tempo di internet e telefonini?

bambini sport 800 x 533I “grandi” presumono sempre di sapere ciò che i propri figli sono in grado di fare e si aspettano da loro una riuscita immediata in ogni attività sportiva che decidono di far loro praticare. Ma non sempre riconoscono che sono proprio loro ad imporre questo o quello sport.

Tutto nasce dalla convinzione che proprio nella passata gioventù, a quei genitori, era stata negata la possibilità di frequentare palestre e campi da gioco. Il peso di questa vecchia malcelata rinuncia fa sì che prenda corpo la voglia matta di vedere nei propri figli quel campione che loro non sono mai riusciti a diventare e vogliono a tutti i costi che il proprio nome occupi le prima pagine di un giornale sportivo. La domanda é: “Riescono i “grandi” a capire i figli, ad essere loro vicini mostrando coerenza, rispettando le regole del dialogo, di scelta, perché solo facendo così quei figli riusciranno a dimostrare le loro attitudini verso l’attività sportiva più confacente al loro istinto e al loro desiderio?” Chi non sogna di diventare Totti o Buffon. Coppi o Moser, Federer o Panatta ecc.ecc.

Ma dal sogno alla realtà la strada è lunga e nemmeno uno su ….mille diventerà un campione.

Lo stop a tutti questi sogni, di solito, avviene tra i 13 e 15 anni, perché? In pratica al termine delle scuole medie e, quando, lo studio comincia a farsi più impegnativo, il ragazzo o la ragazza lasciano immediatamente le attività sportive che li avevano visti, fino a quel momento, riempire le loro ore di svago. Poi è evidente che anche i primi approcci amorosi hanno la loro importanza ed i loro mutamenti di umore e fisici si riflettono psicologicamente su i loro comportamenti e sulle loro scelte nel dare priorità ai nuovi sentimenti.

L’esperienza personale mi ricorda che quando ero impegnata a preparare i giochi della gioventù, e notavo buone possibilità agonistiche e tecniche nei ragazzi, mi dovevo scontrare dialetticamente con i loro genitori che volevano dare priorità assoluta allo studio. Era così difficile portare i giovani sui campi di allenamento o in palestra, anche se loro avrebbero volentieri anteposto questo svago ai libri. Se leggiamo, inoltre, che molti sono i bambini in sovrappeso e che proprio l’Italia è uno dei paesi ove si fa meno movimento, viene spontaneo chiederci di chi è la colpa.

Tutti hanno una parte di colpa

Sprt ragazzi bianco e neroL’impegno scolastico prima di tutto, ma anche il non saper scegliere per il ragazzo lo sport più adatto e più confacente al suo fisico ed alle sue attitudini mentali. La mancata consapevolezza di responsabilizzare e far loro capire che lo sport è un mezzo per esprimere le proprie capacità. Un errore che spesso si commette è quello di non saper spiegare che il mancato successo è solo una tappa e che da lì si deve partire e si può solo migliorare. E poi, mai tarpare loro l’entusiasmo con le frasi “non ci riuscirai mai!” Gli esempi della vita stanno a dimostrare che un ragazzo bocciato a scuola non è un ….asino, è solo un alunno che non ha avuto la possibilità di maturare per tempo assieme agli altri, ma spesso il suo domani sarà comunque foriero di successi, magari in altri rami e settori.

Poi c’è l’altro problema: il tempo. Dove lo si trova? Occorre pertanto razionalizzare la propria attività sportiva e non far vincere la pigrizia che spesso ottiene lo spazio migliore nelle nostre ore libere. Capire se l’allenatore è riuscito ad avere empatia con l’atleta e se riesce a farsi ascoltare nei suoi insegnamenti. Predisporsi all’ascolto quando un figlio torna a casa e non è di buon’umore. Vuol dire che è successo qualcosa tra i compagni di gioco. Ma staccare ogni tanto la spina dai libri, dalla tv, dal computer o dai telefonini è la cosa più saggia da fare. L’importante è far diventare le ore dedicate allo sport una passione ed unirvi tanta buona volontà.

Così facendo il DROP-OUT, ovvero il rinunciare o il ritirarsi, avrà meno possibilità di interrompere sogni e libertà individuali e collettive perché è bene ricordare che lo sport unisce e rende ogni essere sempre più socievole ed aperto alle problematiche della vita.

 

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