L’incertezza dei 3 milioni di cittadini europei nel Regno Unito

Residenti europei in UKThe 3 million è il nome dell’associazione formata da un gruppo di esperti e attivisti che vogliono tutelare i diritti dei cittadini europei che vivono nel Regno Unito, preoccupati per la loro sorte dopo il referendum sulla Brexit.
Il nome dell’associazione deriva dal numero effettivo dei cittadini europei residenti in Gran Bretagna, in sofferto subbuglio per l’incertezza di poter continuare a vivere senza problemi di sorta, com’è stato fino alla vigilia del referendum.  Una normalità, che segnalano, già minacciata nell’odierna quotidianità, priva di garanzie dopo l’uscita effettiva della Gran Bretagna dall’Unione Europea, prevista per il 29 marzo del 2019.

Rappresentanti di The 3 million, l’11 maggio 2017, si sono recati a Bruxelles, presso il Parlamento europeo, per denunciare l’aumento di discriminazione nei confronti dei residenti non britannici nel Regno Unito, emerso dall’indomani della Brexit.
In quest’occasione gli associati hanno riferito di annunci di lavoro rivolti solo ai cittadini britannici, al rifiuto per i cittadini europei di contratti d’affitto o di apertura di conti correnti o all’impossibilità di accedere a un prestito perche le banche non hanno la sicurezza che il richiedente non britannico rimarrà a vivere nel Regno Unito.

Un’incertezza che rende la vita difficile non solo per i cittadini non britannici, ma anche al sistema economico del Regno Unito .

Il governo britannico ha provveduto a creare un sito apposito chiedendo ai residenti europei d’iscriversi per ricevere le informazioni o comunicare segnalazioni, ma afferma un avvocato dell’associazione è un provvedimento deficitario.  A suo dire il “Governo britannico non sta assistendo i cittadini UE”.

Per questo l’associazione The 3 million, come ha dichiarato a Bruxelles,    chiede che si raggiunga quanto prima un accordo preliminare che dia la possibilità di ottenere la residenza permanente ai sensi della legislazione comunitaria.  E sottolinea l’importanza che gli stessi diritti siano riconosciuti ai cittadini britannici che vivono in Europa.

Sul sito dell’associazione leggiamo il loro manifesto che recita: “I 3 milioni di cittadini europei nel Regno Unito soffrono” perché temono di perdere la possibilità di “continuare a vivere normalmente” dopo la Brexit.  “Siamo venuti nel Regno Unito in buona fede e abbiamo fatto del Regno Unito la nostra casa. Per questo invitiamo i negoziatori di entrambe le parti (Regno Unito e UE, ndr) di svincolare i diritti dei cittadini dai temi principali e dai tempi del negoziato, e giungere in fretta ad un accordo che garantisca i diritti ai cittadini dell’UE nel Regno Unito e dei britannici che vivono in Europa”.

Le medesime richieste espresse nella lettera che l’associazione ha inviato al premier britannico, Theresa May, il 29 marzo 2017;  lettera che, a giudicare dalle preoccupazioni dei residenti europei, non ha, ancora, ricevuto risposta.

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