Regione Lazio. Prima legge italiana sul lavoro digitale

 

La Regione Lazio ha presentato la legge Norme per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali, approvata dalla Giunta il 19 giugno 2018, il testo passa all’esame del Consiglio regionale.
Primo provvedimento italiano nell’ ambito gig economy, il testo mira a regolamentare non soltanto i rider, ma il lavoro digitale in generale.

Il provvedimento si base sui seguenti punti cardine:

salute e sicurezza:  si riconosce ai lavoratori la tutela sulla salute e la sicurezza. A carico della piattaforma l’assicurazione contro gli infortuni, malattia professionale e danni a terzi. E ancora : misure per la tutela psico-fisica del lavoratore, la manutenzione dei mezzi di lavoro, la formazione sulla sicurezza;
tutela assistenziale e previdenziale: a carico della piattaforma l’assicurazione maternità e paternità;
retribuzione:  aspetto sul quale si rimanda anche alla contrattazione collettiva, partendo però dalla base del rifiuto del compenso a cottimo e della ricerca di retribuzione su base oraria;
obbligo di formazione e informazione: la piattaforma provvede alla formazione e offre chiarezza e trasparenza su tutte le condizioni contrattuali e lavorative;
istituzione del portale del lavoro digitale e della Consulta dell’economia digitale: l’iscrizione al portale darà diritto all’accesso ai contributi messi a disposizione dalla Regione. La Consulta permetterà invece un continuo aggiornamento sulla legge e su un tema in continua evoluzione;
risorse della Regione per la garanzia dei diritti: la Regione stanzia un fondo per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali per 2 milioni di euro per gli anni 2019/2020. Con queste risorse la Regione finanzia la formazione al lavoratore su salute e sicurezza e gli eroga forme di tutela integrative di natura previdenziale e assistenziale. Nel corso del 2018 viene stanziata la spesa di 100.000 euro per la realizzazione del Portale.

Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio ha precisato che tale legge “non si fonda sull’idea del lavoro subordinato”  e di provare soddisfazione che “sia stata presa seriamente a livello nazionale”.

Il testo è stato elaborato con la partecipazione di tutti gli attori interessati: dal 25 maggio al 14 giugno 2018 il testo è stato sottoposto alla consultazione pubblica online per suggerimenti, contributi e proposte. Subito dopo è stato aperto il tavolo con le parti sociali.

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