Italia sotto inchiesta per discariche e reti fognarie

Discariche procedura UeIl 17 maggio 2017, l’Italia dovrebbe essere deferita alla Corte di giustizia UE perché 44 siti di discarica, sparsi su tutto il territorio nazionale, non sono stati posti in regola. La procedura d’infrazione per violazione della direttiva Ue del 1999 sulle discariche è stata aperta nel 2011. L’UE contesta all’Italia di non aver chiuso o messo a norma le discariche sotto inchiesta, entro i termini stabiliti: 16 luglio 2009.  I siti in questione sono discariche già in funzione al momento del recepimento della direttiva.

Le discariche incriminate si trovano nelle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Campania, Friuli, Liguria e Puglia.

Ma i problemi non terminano qui. Un’altra procedura si profila per il nostro paese: l’infrazione per la mancata messa a norma delle reti fognarie: 758 agglomerati sott’inchiesta in 18 regioni che coinvolgono circa 18 milioni di cittadini italiani.  All’Italia si contesta di non essere in regola con i sistemi di raccolta delle acque reflue: non ha predisposto, come avrebbe dovuto, i sistemi di trattamento secondario previsti dalla normativa Ue, soprattutto negli abitati urbani “sensibili”, ossia non provvisti di un adeguato ricambio idrico.
In merito la Commissione europea è in procinto d’inviare all’Italia la richiesta di parere motivato da includere nella procedura d’infrazione aperta nel 2014.

L’Italia, nell’ambito dell’ambiente, è stata già differita dalla Commissione europea nel 2012. Mentre nel dicembre 2016 la stessa Commissione ha chiesto l’applicazione della multa di 62 milioni di euro, oltre  a una sanzione giornaliera di oltre 300mila euro, nel caso in cui il nostro paese non si mettesse in regola entro la data in cui la Corte emette la sentenza.

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