Quando i lovers superano gli haters. Facciamoci caso

Il 17 febbraio 2018 il profilo Facebook Artisti Uniti per i Diritti Umani ha pubblicato una fotografia che ritrae una lista di 100 metri che riporta i nomi delle 17.306 persone che dal 1990 al 2012 hanno perso la vita per raggiungere l’Europa, oltre alle impronte di mani dipinte dedicate alle oltre 6 mila persone morte nel 2013 e le 1.700 dall’inizio del 2015.

Il tappeto della vergogna, com’è stata soprannominata la lista, è stato steso sul pavimento del Parlamento Europeo il 29 aprile 2015, in segno di protesta e per chiedere agli Europarlamentari di fare di più per fermare le vittime della migrazione. Quel giorno, infatti, presso la sede comunitaria si sarebbe discusso sulle misure da prendere per fare fronte all’emergenza immigrazione.  Pochi giorni prima, esattamente il 19 aprile, si era verificato il terribile naufragio, con 950 vittime, a nord della Libia.

La ripubblicazione della fotografia ha mandato la pagina social di Artisti Uniti in tilt, tante sono state le connessioni, le condivisioni (4685), i like (4100) e i commenti che hanno suscitato. L’amministratrice della pagina, in un post, ha poi spiegato che sia il post in questione che la pagina hanno sì subito “attacchi razzisti, violenti e discriminatori allarmanti” ma (e sottolineiamo il ma) il numero dei sostenitori e dei “mi piace” ha superato di “gran lunga” il numero dei seminatori d’odio.

Ecco il punto. Si fa sempre riferimento agli haters (gli odiatori) e si sorvola, sempre, sulla quantità dei lovers (gli amatori) che la maggior parte delle volte superano grandemente il numero dei primi. A ogni post che suscita dibattito, facciamo attenzione al numero dei likes in confronto al numero e contenuto dei commenti e ci accorgeremo della differenza. Perché di loro, dei lovers, purtroppo, non si parla mai.

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