Festival delle Migrazioni. Un progetto di “Città futura”

Festival delle Migrazioni, V edizioneAd Acquaformosa, in provincia di Cosenza, dal 18 al 23 agosto 2016 si svolge il Festival delle Migrazioni,  giunto alla sua V edizione.  Un’occasione importante per incontrarsi, mettere a confronto idee ed esperienze con dibattiti, convegni, proiezioni di film ed eventi musicali  con l’obiettivo di “diffondere l’idea che per guardare al futuro con ottimismo bisogna costruire muri di solidarietà e abbattere i muri dell’intolleranza”.

Testimonianza concreta dell’impegno del Festival è la stessa Acquaformosa, la quale assieme a Riace formano un modello d’integrazione che fa scuola nel mondo.

Acquaformosa, infatti, è un comune di circa 1200 abitanti, che ha corso il rischio di scomparire, a causa dello spopolamento. Regola vuole, dalla finanziaria del 2010-11 che i centri abitati con una popolazione inferiore ai 1000 abitanti siano inglobati dal comune più vicino con una popolazione che superi i 1000 residenti.

Per combattere la riduzione demografica, il sindaco di Acquaformosa, Giovanni Manoccio, da oltre dieci anni, fa ricorso ai progetti Sprar (Servizio Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati) del Ministero dell’Interno, offrendo la residenza a varie famiglie di profughi. Famiglie che hanno contribuito e contribuiscono a rimettere in moto il sistema socio-economico del piccolo comune calabrese. Grazie ai progetti Sprar, sono state create occasioni lavorative anche per i nativi locali altrimenti inesistenti. Per la gestione dei profughi, i ragazzi dell’Associazione Don Vincenzo Matrangolo, (tra gli organizzatori del Festival) lavorano tutto l’anno, è stato incrementato il personale del comune e gli esercizi commerciali hanno aumentato le vendite.

 

Giovanni Manoccio. Sindaco di Acquaformosa

Giovanni Manoccio (nella foto a lato) ha preso a modello il virtuoso modello di accoglienza del comune di Riace, grazie al quale il sindaco, Domenico Lucano, è riuscito, ha cambiare le sorti della località calabrese.

Tutto inizia nel 1998, Riace ha il medesimo problema: lo spopolamento che paralizza l’economia del luogo. Ma arriva una nave piena di curdi richiedenti asilo. Con l’aiuto iniziale dell’allora vescovo di Locri, Monsignor Bregantini, che invita ad aprire i conventi per accogliere i migranti, viene l’idea di aprire le case ormai vuote del centro.

Lucano si rimbocca le maniche e con un gruppo di amici fonda l’Associazione Città Futura ed istituisce una giunta comunale che si prefigge l’obiettivo, come ha spiegato in più occasioni lo stesso Lucano “di trasformare Riace nella città dell’accoglienza. Sviluppare una cultura dell’ospitalità, che trova sempre il modo e lo spazio per accogliere dei forestieri”.

Il comune di Riace, applica il programma Sprar.  Per ogni migrante ospitato riceve 30 euro giornalieri, da usare per fornirgli un’abitazione e soldi da spendere per le loro necessità e, nei casi più fortunati, un lavoro. Per fare in modo che il denaro rimanga all’interno di Riace, ma anche per sopperire ai ritardi dei fondi europei, è sostituito con bonus di diverso valore spendibili solo nel comune di residenza. Le strade si ripopolano, si spalancano le persiane delle case riabitate, l’economia lentamente riprende vigore.

Domenico Lucano, Sindaco di RiaceOggi, dopo quasi vent’anni dall’inizio del progetto Città futura, dei 1800 abitanti locali, 400 sono rifugiati e 70 nativi lavorano nell’artigianato, nell’edilizia e nella formazione, posti di lavoro creati dal progetto di accoglienza.  Mentre i migranti stanno riportando in vita mestieri antichi, come i laboratori di ceramica e di tessitura e la scuola elementare è stata riaperta.

Non manca la raccolta differenziata porta a porta, organizzata da due ragazzi extracomunitari che usano gli asini come mezzo di trasporto per inerpicarsi nei vicoli del centro. Dall’inizio del progetto, Riace ha accolto 6 mila immigrati irregolari ma con diritto d’ asilo, provenienti da 20 Paesi.

Alla luce di tali risultati, il regista tedesco Wim Wenders ha dedicato a Riace il  film “Il Volo”, mentre Domenico Lucano (nella foto in alto) è entrato nell’elenco dei 50 uomini più influenti del mondo 2016, che la rivista statunitense Fortune stila ogni anno.  Sarà ospite del Festival nel corso della serata inaugurale.

Il Festival delle Migrazioni è organizzato dall’ Associazione Don Vincenzo Matrangolo con il comune di Acquaformosa e il patrocinio della Regione Calabria e dell’Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali).

Nota socio-politica e culturale, Acquaformosa è il primo “comune deleghistizzato”, ossia il sindaco ha lanciato una misura di battaglia civile contro i principi del Carroccio, come recitano i tanti pannelli all’interno della cittadina.

Ridona speranza osservare come lo sviluppo delle realtà di Acquaformosa e Riace, nonostante le condizioni ostili del territorio, siano diventati modelli ammirati e studiati nel mondo. Modelli non solo di accoglienza e solidarietà, ma di coraggio e impegno civile.

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