La pianificazione familiare come rispetto della dignità e del valore dell’essere umano

La pianificazione familiare come diritto umano. Questo è il tema della 29° edizione della Giornata Mondiale della Popolazione – che si celebra l’11 luglio di ogni anno- voluta dall’Onu nel 1989 per sensibilizzare i Governi sull’importanza e sull’impellenza di inserire le questioni demografiche nei programmi di sviluppo globali.

Per secoli le donne in tutto il mondo hanno dovuto fronteggiare da sole le gravidanze, come fosse un loro problema privato.  Come accade ancora in alcune culture del mondo, sono state e sono obbligate al matrimonio e alla maternità fin dall’adolescenza: nessuna possibilità di scelta, di poter studiare, di costruirsi un futuro secondo le proprie inclinazioni e i propri desideri. Tuttora, secondo l’Onu, in alcune minoranze etniche, anche le ragazze che possono continuare gli studi, non sempre hanno accesso alle informazioni base sulla salute e sui diritti fondamentali e questa condizione le rende più vulnerabili alle malattie, agli infortuni e allo sfruttamento.

Soltanto nel 1968, infatti, la Conferenza Internazionale dei diritti dell’uomo ha sancito, con il Proclama di Teheran, che gli uomini e le donne devono decidere liberamente se diventare genitori oppure no; che soltanto una coppia può stabilire la dimensione della propria famiglia e che le donne non devono subire i danni di troppe o troppo ravvicinate gravidanze.

Da allora le Nazioni Unite sollecitano i Governi affinché le informazioni per un’adeguata pianificazione familiare siano una garanzia per tutti a prescindere dal sesso, dalla religione, dall’appartenenza politica e dal livello economico.  La trasmissione delle informazioni e notizie sulla contraccezione devono essere disponibile a tutti, in modo che ciascuno possa compiere le sue scelte in totale autonomia.

Il controllo e la pianificazione del cambiamento demografico, ricorda l’Onu, sono “prerequisiti essenziali per raggiungere i 17 Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile”. Perché “attraverso una pianificazione consapevole e informata si possono dunque accrescere la sicurezza economica e il benessere delle famiglie”.

Eppure il rapporto del Forum Parlamentare Europeo sulla Popolazione e lo Sviluppo (European Parlamentary Forum on Population and Development, EPF), appena pubblicato, c’informa che in Europa il 43% delle gravidanze non è pianificato, concludendo che nonostante la libertà di accesso alla contraccezione “la pianificazione familiare resta ancora prerogativa di una fascia ristretta di donne”.

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