Il nodo blu. Mostra sul bullismo e cyberbullismo

Bullismo e formazione, un binomio in antitesi, in cui il secondo elemento può essere antidoto del primo. Raccoglie la sfida la biblioteca di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre in occasione del 7 febbraio, Giornata Nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, denominata Il Nodo Blu- le scuole unite contro il bullismo, propone dal 5 al 28 febbraio 2018, un’esposizione di libri consultabili con relativa bibliografia.

Un’autentica fonte letteraria di saggi, manuali e pubblicistica sui fenomeni e “anti-fenomeni” legati al comportamento digitale, alle nuove identità digitali sempre in bilico tra il “non virtuoso” e il virtuale, le nuove tipologie di relazioni che nascono tra bit ed emozioni non sempre trasparenti. Fenomenologie non solo da evidenziare, ma da analizzare nell’ottica di creare strategie socio-educative calate nella realtà e nell’esperienza odierna.

Il Miur ha dedicato un sito apposito dove segnalare attività inerente al bullismo da diffondere e promuovere in tutto il territorio nazionale, legati sia al bullismo che alla sicurezza in rete in cui si invitano scuole, famiglie, cittadini a proporre un evento sul tema. Tutte le iniziative del si svolgono sotto l’egida di Generazioni Connesse, il Safer Internet Centre Italiano, cofinanziato dalla Commissione Europea e coordinato dal MIUR, rivolto all’educazione civica digitale.

La giornata contro il bullismo infatti è prossima al  Safer Internet Day (SID), evento annuale, organizzato a livello internazionale con il supporto della Commissione Europea nel mese di febbraio (quest’anno il 6) al fine di promuovere un uso più sicuro e responsabile del web e delle nuove tecnologie, in particolare tra i bambini e i giovani di tutto il mondo.

Quest’anno lo slogan è Create, Connect and Share Respect. A better internet starts with you (Crea, connetti e condividi il rispetto: un internet migliore comincia con te) con l’obiettivo di a far riflettere i giovani e le giovani non solo sull’uso consapevole della Rete, ma sul ruolo attivo e responsabile di ciascuno di noi nella costruzione di uno spazio virtuale sano e sicuro. Come ogni modalità tecnologica, Internet di per sé non è negativo, ma è la “popolazione” che lo abita che può renderlo il “migliore dei posti possibili” o il peggiore.

La mostra del Dipartimento di Scienze della Formazione di Roma Tre ha il merito, oltre al bagaglio saggistico che offre, di veicolare l’attenzione su modelli sociali e culturali devastanti per l’individuo, sempre esistiti,  ma che ora con la virulente rapidità e immediatezza di una rete-far west propaga tali efferatezze con un apparente click innocente.

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